DI LUCIO GIORDANO

Vive per lui, per suo figlio Lino. E fa le scelte professionali modulandole sulle sue esigenze. “ Farlo crescere bene è la mia priorità assoluta”, dice Pierre Cosso, l’indimenticato protagonista di Il tempo delle mele 2 . Davvero  un papà modello. Di sicuro particolare. Che vive da una decina d’anni in modo diametralmente opposto agli altri attori. Di Hollywood ma anche europei. Abita infatti  a bordo di  un catamarano ormeggiato in un porticciolo  di un’isola della polinesia francese e arrotonda le sue entrate nella recitazione facendo da skipper a turisti in cerca di avventura. Poi, quando lo chiamano per un film, valuta le proposte di lavoro  insieme con Lino, sei anni, chiamato cosi in onore del grande attore italo francese Lino ventura  . Peccato che negli ultimi tempi  abbia  accettato solo Anna e i cinque, la fiction di Canale 5 che, dopo il successo della prima serie del 2008,  avrà un seguito con nuove puntate   in onda a settembre. Fiction nella quale Cosso vestirà ancora una volta i panni del finanziere   Ferdinando Ferrari, il padre vedovo di cinque marmocchi innamorato di una tata spogliarellista interpretata da Sabrina Ferilli.

Quando lo raggiungiamo al telefono cellulare Pierre ci chiede cinque minuti per farsi sostituire al timone del catamarano. La linea è perfetta, sembra di chiamarlo da  dietro casa. Esordisce con un “buon giorno”, anche se in Italia è mezzanotte. Li è mezzogiorno e Cosso naviga sulle acque cristalline  dei mari della Polinesia. Lino è a scuola. Lo andrà a prendere nel pomeriggio. Questo il quadro della situazione. Ma per capire ancora meglio la scelta di vita  dell’attore francese, nato ad Algeri nel 61, proprio mentre il paese nord africano  lottava per l’indipendenza, bisogna fare un passo indietro.

Parigi, fine anni 70. Pierre Cosso si è intanto trasferito a Parigi con la famiglia. Studia. Si guarda intorno per capire cosa fare della propria vita. E’ bello, ha fascino e lo sguardo da bravo ragazzo.. Casualmente lo scelgono per Il tempo delle mele 2, uno dei film  di maggior  successo della storia del cinema francese. Pierre inizia uno dei periodi più intensi della propria esistenza: “ Furono anni bellissimi, ricorda ora Cosso.  Almeno da giovane li consideravo tali.Ero una stella acclamata. Giravo il mondo con Sophie Marceau, la protagonista del film  divenuta intanto  la mia fidanzata. Ero il ragazzo più felice della terra. Firmavo autografi, valutavo con il mio agente le tante proposte professionali che mi arrivavano. Un film dietro l’altro, Tra cui proprio in Italia,  Cenerentola 80 e Windsurf il vento tra le mani. Ma intanto con Sophie le cose non andavano più bene. Ci rincorrevamo per il mondo, eravamo sempre impegnati. E finimmo per lasciarci”.

Per tutti gli anni 80 Pierre continuò a lavorare molto nel cinema. Poi una quindicina di anni fa le sue apparizioni si diradarono. I periodi di riposo erano diventati sempre più lunghi. “ Bussavo alle porte dei produttori ma non c’erano più le parti per le quali venivo scelto in passato. Io rappresentavo il bravo ragazzo francese. Diventato grande, a loro parere,  non potevo interpretare ruoli diversi. E intanto cominciavano a scarseggiare anche i soldi. Ricordo una volta : venni avvicinato da una giovane coppia parigina. Mi aveva riconosciuto e voleva un autografo.  I due erano estasiati dall’incontro. Ci fermammo a parlare, poi li salutai. Era l’ora di pranzo. Girai l’angolo e mi infilai in una rosticceria a mangiare un piatto di patatine fritte, il massimo che potevo permettermi a quell’epoca”.

Ogni tanto Cosso sembrava pronto a ricominciare la propria vita artistica. Ma non era più come prima. Quando lo incontrai nel 97 a Roma, per la presentazione del film  Un lupo mannaro americano a Parigi, Pierre sembrava crederci. Però leggendo tra le pieghe del suo sguardo capivi che era il primo a non essere convinto di poter ritornare alla fama del passato. Dietro l’angolo c’era la crisi. Una crisi profonda ma alla fine salvifica.

E cosa ha fatto? , domando a Pierre mentre lui da indicazioni al secondo timoniere sulla rotta da seguire. Cosso ci pensa un istante. Attimi di silenzio. Poi racconta: “ Ho acquistato un catamarano con i soldi risparmiati. Da bambino avevo avuto la fortuna di un padre che mi aveva insegnato ad andare in barca a vela già all’età di cinque anni. Sapevo tutto di bolina, di  venti. Cazzavo la randa meglio di uno skipper. In quei momenti difficili mi sono guardato dentro e ho detto : parto per un viaggio in giro attorno al  mondo, realizzo finalmente il sogno della mia vita. In quel periodo, era il 2003, ho incontrato quella che sarebbe diventata mia moglie. Le ho chiesto se volesse seguirmi. Ha accettato e ci siamo ritrovati nel sud della Francia per cominciare la nostra avventura”.  Gibilterra, Nord america, poi, i caraibi,  il sud america, le Galapagos . Posti da sogno. “Durante il viaggio, ricorda Pierre, è nato Lino. E nella Polinesia francese, dopo quattro anni di navigazione, siamo arrivati in tre”.

Li Cosso aveva trovato il paradiso terrestre. “ Decisi che  non mi sarei più mosso per anni. Lino cresceva bene, amava come me da  bambino la vita da lupo di  mare. Mia moglie, invece,  un poco meno”. Cosi nel 2008 decise di tornare a Parigi. Senza il figlio. Lino infatti è stato affidato a Pierre. “ All’inizio delle elementari, racconta l’attore, ho provato a ricongiungere mamma e figlio. Ma dopo il primo anno ho visto lo sguardo triste di Lino e gli ho chiesto cosa avesse. “ Mi manca la mia casa nel catamarano, mi manca il mio mare, mi ha risposto. Ti prego papà, torniamo in Polinesia. Tanto la mamma posso vederla a Pasqua, a Natale, durante le vacanze estive. E poi mi ha promesso che verrà spesso a trovarmi”.

Ventisei ore di viaggio da Tahiti, la capitale della Poliensia, a parigi. Uno stress, obietto: “ Non vedo dove sia il problema, risponde Pierre. Cosa vuole che sia un tragitto del genere mentre veniamo coccolati dalle hostess, leggiamo mangiamo, dormiamo o parliamo con il vicino di posto? Con l’occasione di accompagnare Lino dalla mamma,  vado a trovare pure  i miei genitori che vivono in Costa azzurra, nel sud della Francia, e mia sorella che abita a La Rochelle”. Cosso in questo modo ha preceduto la mia nuova domanda. Anche per i provini che sostiene  per il cinema, infatti,  si imbarca sul primo  aereo e va senza problemi. “ MA ormai, spiega, ho intuito   per le proposte che mi fanno. Se non mi convincono  le rifiuto già al telefono. Preferisco fare da skipper ai turisti di tutto il mondo, glielo assicuro”.

E la riconoscono, Pierre?

Si, spesso. All’inizio li vedo in imbarazzo. Alcuni mi dicono: Sa che lei somiglia tanto a quell’attore de Il tempo delle mele? Poi dopo la prima domanda sul perché abbia scelto questa vita, e dopo  qualche ora di navigazione, capiscono e non chiedono altro. Del resto si intuisce a distanza che  Io sono sereno cosi. E lino è più sereno di me. Non cambierebbe questa vita per nessun altra cosa al mondo”. Papà Pierre la mattina lo accompagna nella scuola del Paese poi nel pomeriggio lo va a prendere e insieme vanno in giro per l’isola. Un aperitivo, un gelato, magari un ristorante. Con loro da qualche anno c’è una ragazza polinesiana, Rautea, che nella lingua del posto significa Foglia bianca. E’ la nuova fidanzata di Pierre. “ con Lino va molto d’accordo e  questo mi rendo tranquillo”, spiega lui.

Domando a Cosso in cosa si senta diverso  rispetto all’epoca  de Il tempo delle mele 2: “ Prima guardavo al futuro. Risponde deciso. Ora penso solo al presente. E mi interrogo sempre  su cosa mi faccia stare bene. E cosa faccia stare bene Lino. Ho insomma  trovato l’equilibrio interiore che inconsciamente cercavo da ragazzo”. E non rimpiange i tempi in cui veniva considerato un sex symbol dalle ventenni di tutto il mondo?”. Cosso ride. “ Ascolti , ho 50 anni.  Uno deve imparare a vivere la propria età. Non amo voltarmi indietro. E poi se mi permette credo di invecchiare bene. Faccio molto sport, vela, surf, pesca subacquea . Mangio sano e cucino di persona i pesci che prendo con la fiocina. E poi la serenità mi fa stare bene dentro e fuori. Ho voglia ancora di scoprire tante cose della vita. Tanti posti nuovi. Il prossimo anno , forse faremo rotta per l’Australia e Lino studierà  a bordo,  grazie ad un maestro francese, attraverso il  programma  del centro Nazionale educazione a distanza, che funziona molto bene nel mio Paese”.

“Ma se il destino le proponesse un cambio: Di tornare ai tempi delle mele  rinunciando a questa vita, accetterebbe? “. Dall’altra parte del mondo, silenzio. Poi Cosso esplode in un’altra risata: “ Vuole scherzare? Ho tagliato completamente i ponti con il passato. Io qui ho trovato la libertà, il benessere. Per me la bella vita è fare gli incontri giusti con le persone giuste. In mezzo al mare. Per me ora  conta la sostanza e non l’apparenza. Tanto che con i miei ospiti a bordo, la domanda che lavoro fai  è bandita”.  Pausa. Riprende il discorso, Pierre: “ Insomma sto molto, molto meglio adesso di prima. Perché ora vivo. Vivo intensamente la mia vita”. Si ferma di nuovo. Intanto il vento si sta alzando sulla baia polinesiana. Pierre deve dare una mano al secondo timoniere. Mi saluta cordialmente  in francese. Ricambio il saluto. E mentre chiudo la comunicazione vengo assalito da una rispettosa invidia.

PUBBLICATO IL 7 SETTEMBRE 2011

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