DI LUCIO GIORDANO

“ Quattro anni fa in Croazia, durante una puntata di sereno variabile, ho seriamente  rischiato di morire”. La sconvolgente rivelazione è di Osvaldo Bevilacqua, l’autore è conduttore del programma settimanale  di viaggi in onda su rai due da trentadue anni e che  riprenderà nella versione estiva sabato  17 luglio alle 13,30, per concludersi il 21 agosto, per poi tornare nella versione invernale, dal 28 agosto. Racconta Bevilacqua. “ Ero su una piccola isola e con la troupe mi stavo dirigendo verso un villaggio sperduto. Ad un tratto, dentro la nostra auto entra un calabrone.  Ho giusto il tempo per dire: ‘attenti ragazzi, il suo pungiglione è pericolosissimo’, che vengo punto. I primi minuti riesco a mantenermi lucido, impreco sulla cattiva sorte e sul fatto di aver dimenticato in albergo il kit di pronto soccorso che porto sempre con me. Proviamo a chiamare ma il telefono cellulare non ha copertura di campo. Sto sempre peggio. Per fortuna altri automobilisti vanno ad avvertire una giovane dottoressa del posto che si precipita da noi. Mi pratica una puntura di cortisone . Giusto in tempo. E mi salvo. Alla fine, scampato il pericolo, il medico si rivolge ai miei compagni di viaggio ed esclama: “ Il cuore del vostro amico è fortissimo. Altrimenti non ce l’avrebbe fatta a resistere al veleno del calabrone”. Ma confesso di essermela davvero vista brutta’.

Bevilacqua, a 69 anni, ha dunque  il cuore di un giovanotto e la salute di un trentenne. Gli chiedo come faccia a tenersi cosi bene in forma. E lui risponde: “ Con le sane regole di vita. Alimentazione calibrata, pochi  grassi, tanta frutta e verdura, niente fumo e alcolici, dieta del buonumore. Io mi sento come Peter Pan e continuo a guardare il mondo con gli occhi  stupiti  di un bambino e l’atteggiamento di un giamburrasca. La mattina mi capita di fare ai miei collaboratori degli scherzi telefonici, come quand’ero ragazzo facevo ai miei compagni di scuola. Fosse per me questa regola di vita sarebbe già legge dello Stato…..

Pratica anche dello sport?

Certo: dieci chilometri al giorno di corsa a passo lento. Più altre due ore la sera, sul mio grande terrazzo di casa. E mentre vado avanti e indietro come la lupa del Campidoglio per circa quattro chilometri, penso a come impostare le puntate di Sereno Variabile. Perché è innegabile che lo sport aiuti la mente. Anche la versione estiva del programma, l’ho ideata correndo e pensando.

Parliamo allora del nuovo  Sereno Variabile.

Saranno sei puntate monografiche di un’ora a settimana   in cui racconteremo usi, costumi, bellezze naturali e appunti di viaggio del posto. Inizieremo con Thassos, un’isolotto della Grecia, per poi raccontare Lampedusa, la Sardegna dell’Ogliastra, la Riccione del turismo di massa e capire, attraverso le testimonianze di alcuni bagnini storici, com’è cambiata la perla dell’adriatico in questi ultimi 50 anni.

Ma dopo 32 anni non si è stancato di girare l’Italia e il mondo?

Al contrario. Più vado avanti, più la curiosità aumenta. Non rinuncerei mai e poi mai a queste continue scariche di adrenalina. Quando sono in trasferta dormo al massimo quattro ore al giorno, dalle 2 alle 6 del mattino. Purtroppo i miei giovani e bravi collaboratori non riescono a mantenere i miei ritmi. Una volta, dopo aver lavorato per diciotto ore consecutive, soddisfatto delle immagini, rivolto alla troupe ho esclamato: ‘Bravi, ragazzi, adesso ci meritiamo una bella cena. Loro mi hanno guardato con gli occhi socchiusi e hanno risposto: grazie Osvaldo ma l’unico nostro desiderio in questo momento è andare a dormire”.

Quanti giorni la settimana viaggia?

Ora al massimo due, tre giorni. Pianifico il lavoro in trasferta per poi occuparmi, nel resto della settimana, di Ies Italia, il canale della rai sulle eccellenze del nostro Paese, di cui sono direttore  e che andrà a pieno regime a partire da settembre. E quando non lavoro sono tutto  per i miei figli.

Quanti ne ha?

Tre. Federica, che ha 20 anni e ho avuto  dalla mia prima moglie, Donatella Bianchi. E poi giorgio e Gabriele, due e un anno, che ho con sandra, la mia seconda moglie di 44 anni. Siamo sposati da dieci anni, lei desiderava tanto diventare mamma, non c’erano ostacoli ‘concepitivi’ ma i figli non arrivavano. Quando ci stavamo rassegnando, ne abbiamo sfornati due, uno appresso all’altro. E a 69 anni mi ritrovo con un paio di  splendidi marmocchi da crescere. Detto da un esperto: sono loro  il viaggio più bello della mia vita.