Gianfranco Isetta

DI GIANFRANCO ISETTA

STAT ROSA…

pristina nomine nomina nuda tenemus (*)

 

 

 

 

 

 

…ed il Dio delle  mille parole

chiese agli angeli, un giorno,

di tacere le cose.

Una rosa rispose.

(*) Esametro latino con cui si conclude “Il nome della rosa  di U. Eco

    «La rosa originaria esiste solo nel suo nome

    Noi non possediamo che nudi nomi», tratto       dalla variazione

     di  un verso del “ De contemptu mundi” di Bernardo di Morlay

    (monaco benedettino del XII secolo).

C’E’ UNA ROSA CHE SFUMA

C’è una rosa che sfuma

non rivela colore

Una goccia di miele

la separa da un dio

che dispensa sapori

 

Nel giardino rincara

la distanza dal sole

una siepe di spine

che sentenzia con scherno:

“ sei sbocciata per sbaglio (*)

 

Ma fioriscono petali

lembi uniti ad un corpo

che si staglia fragrante

come gli anni infantili,

nella bocca del vento.

 

 

(*) citazione di Ghiannis Ritsos

 

 

ROsa gustoSA

 

Rosa gustosa. Tu

vaporosa sposa.

Nei tuoi occhi  forse

vano un blu riposa,

tra  i capelli ambrati

inevasi al sole.

Rosa che guardi

il mondo spenditi

questo incontro

che  ti spoglia dentro.

Sono aperti i petali

che non hanno speso

tutte le intenzioni

che riserva il tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DONNA CHE GUARDI MAGGIO

Donna che guardi maggio

scegli il tuo fiore antico,

la rosa è un privilegio

che non ti spetta ancora

 

Apri i tuoi occhi verdi

sveglia la primavera,

l’allocco si consola

al buio della sera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TI HO SOGNATA STANOTTE

 

 

 

Ti ho sognata

stanotte in autoblu

camminando

scalzo mentre tu

vieni, sottile

come ùna separazione,

in abito da sposa.

 

Ti ho sognata ancora,

ancora povera

pianta, bianca,

immaginata senza

rose, legata

ad un filo d’organza

di pazzia amorosa.

 

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