Aldo Giannuli

DI ALDO GIANNULI

Te piace o’ presepe?” chiede Luca Cupiello al figlio Tommasino che, implacabile, risponde: “No, nun me piace!”. E se il giovane Cupiello fosse stato un agente del Pci? Procediamo con ordine.

L’11 dicembre 1954 l’Ufficio Affari Riservati inviava un appunto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Oscar Luigi Scalfaro (”Si richiama l’attenzione” ammonisce la stampigliatura in alto). La nota riguardava l’ Associazione Pionieri Italiani, l’organizzazione scoutistica fondata dal Pci e forte di 140.000 aderenti, particolarmente sorvegliata perchè sospettata di essere il serbatoio di giovani e giovanissimi cui il Pci avrebbe attinto in caso di lotta armata. Ma il testo non riguarda alcun tentativo insurrezionale.

Ad essa era allegata una circolare del “comitato per la organizzazione e l’educazione democratica dei giovanissimi”, della direzione del Pci, indirizzata alle strutture periferiche e collaterali, nella quale si impartivano direttive per il potenziamento dell’Api, in occasione delle festività natalizie (l’Epifania è il giorno in cui quasi tutte le organizzazioni scoutistiche del mondo festeggiano la “Promessa del Pioniere”). Ma, osserva l’astuto funzionario dello Uaarr: “Pur facendo aperto riferimento alla tradizione religiosa di alcune delle dette festività ed evitando qualsiasi accenno palese alla politica, le direttive in esame, nel sollecitare una particolare diffusione di libri per ragazzi editi dalle “organizzazioni democratiche” e nel suggerire di incrementare la effettuazione dell’ “albero di Natale” e di “Babbo Natale” anziché del Presepe, tradiscono la loro impostazione laica e le vere finalità politiche perseguite.”

Diabolici comunisti, hanno arruolato anche Babbo Natale! E non rispettano neanche il Presepe, peraltro scritto con tanto di maiuscola.

Ma forse non era solo il Pci a minacciare le tradizioni natalizie del nostro paese. Come si sa, il presepe è una forma celebrativa tipicamente cattolica, mentre protestanti, presso i quali è proibito il culto delle immagini, vi preferiscono l’albero di Natale che appartiene al folklore nordico. Nelle case italiane non c’era partita fra albero e presepe che trionfava dappertutto, l’inversione di tendenza si era avviata solo dopo la fine della guerra. Ma ad innescarla, minacciando la supremazia natalizia del bue e dell’asinello, però, non erano state le orde di Mosca, bensì quelle più amichevoli degli anglo-americani, appunto, protestanti.

I preti non l’avevano presa bene e, chi ha superato i cinquanta -come haimè- il sottoscritto- ricorda le rampogne degli insegnanti di religione contro quella nuova usanza così diseducativa. Laici e Pci, al contrario, l’avevano accolta con simpatia, forse solo per dispetto ai preti.

Il nemico del presepe non era il Pci, ma il processo di modernizzazione che avvicinava ilo nostro paese alle società del Nord Europa e del Nord America, allineandolo anche nei simboli. Ma questo forse sfuggiva all’anonimo ed occhiuto dirigente di polizia che scriveva in una mattinata del dicembre 1954.

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