Gianfranco Isetta

DI GIANFRANCO ISETTA

Ecco ancora una paio di altre facezie renzian-berlusconiane e, ora, anche alfaniane, dopo l’ultima aggregazione forzata, sulla riforma elettorale:

“ bisogna recuperare il rapporto tra elettori ed eletti” e, prima ancora, da parte di Renzi, riferendosi al pregiudicato:

“non si può non incontrare chi è votato da milioni di elettori, che hanno diritto di essere rappresentati”

Bene ecco le risposte concrete (quelle del famoso FARE renziano):

–       liste bloccate, cioè decise dai capi partito e tu elettore metti una croce evvia! (alla toscana)

–        esclusione dal Parlamento dei cosiddetti piccoli partiti

 Alla faccia del rispetto del diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti .

Questi “padri della patria” decidono che i cittadini hanno bisogno di una tutela, perché deboli di fronte alle insidie del voto di scambio.

Allora ecco che arrivano loro, Berlusconi in primis, a tutelarci dai cattivi e scorretti comportamenti (sic)

Ritorna sempre questo paternalismo offensivo che nasce dall’idea che i cittadini, a differenza di costoro, vadano appunto “tutelati” dal loro scarso senso di responsabilità.

Ecco, con uno straordinario rovesciamento dei ruoli e una insopportabile presunzione mista ad arroganza, l’idea di fondo che sta alla base di questo sistema per eleggere i rappresentanti del popolo!

L’altro punto è quello delle soglie, le percentuali minime per accedere in Parlamento.

Anche qui l’ipocrisia e la falsità emerge in tutta la sua sgradevolezza e inaccettabilità.

Per decidere le riforme con Berlusconi, occorre tenere conto dei voti che ha preso, gli altri non contano, specie se piccoli, come ha sentenziato Renzi “prendere o lasciare”.

Aggiungendo che, ad esempio, sulle preferenze l’ex-cavaliere è stato irremovibile. Ma allora cosa era la “piena sintonia” realizzata tra i due?

Delle due l’una:

o questa affermazione è falsa perché in realtà è Berlusconi che ha dettato le carte e questo Renzi è un pusillanime che si trincera dietro posizioni di altri, oppure è vera allora la sua è una posizione arrogante e di disprezzo nei confronti di tutti i parlamentari, a cominciare da quelli del PD.

Nemmeno è stato sfiorato dall’idea che ci potessero essere maggioranze diverse in Parlamento, senza il pregiudicato, e comunque dalla possibilità di mettere almeno una parte dell’elettorato di Forza Italia in condizione di riflettere su quella presenza condizionante per un accordo col PD.

Tornando alle soglie di sbarramento (5% per le formazioni politiche in coalizione, 8% per quelle che concorrono da sole)

I partiti più piccoli hanno anch’essi, nell’insieme, il consenso di milioni di persone. Questi elettori, che votano persone normalmente oneste, invece non contano nulla?

Non solo ma si pretende che questi voti concorrano a fa vincere e ottenere la maggioranza dei seggi a questa o quella forza politica più grande , senza poi entrare in Parlamento con una rappresentanza di eletti, se non raggiungono la soglia fissata.

E così oltre al danno anche le beffe.

Ricordo a questi personaggi, affamati di potere, che la nostra è una Repubblica parlamentare, cioè fondata su Istituzioni elettive come il Parlamento, dove i cittadini hanno il diritto di essere rappresentati.

Capisco l’esasperazione di molti italiani per una situazione che, anche su questo versante, ha mostrato tutti i limiti di una classe politica inadeguata, incapace e spesso condizionata da lobbies esterne per mantenere posti di potere e di vantaggio.

Per questo alcuni hanno pensato e pensano che questo giovanottone con la lingua pronta possa rappresentare l’ultima spiaggia da provare, come il famoso budino che bisogna assaggiare per sapere se è buono.

Non vorrei ci trovassimo di fronte a un nuovo caso Stamina.

 

Annunci