Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

W la FiCA. Ma si, gridiamolo ai 4 venti. W la FiCA . Anche se non è più italiana. Come scrive infatti  il vicedirettore Alganews, Giorgio Trichilo:  Sede legale in Olanda, sede fiscale a Londra, sede operativa chissà? In attesa del nuovo piano industriale, l’ex Fabbrica italiana automobili Torino non si sa insomma  dove produrrà le proprie vetture.Certo, basterebbe ricordare gli aiuti che la Fiat oggi FiCA, Fiat Chrysler automobiles, ha ricevuto dai vari governi italiani, nel corso della sua lunga storia, per trovare una risposta adeguata. Basterebbe rispolverare la memoria degli italiani sui 24 nuovi modelli previsti dal piano industriale del 2008 e ancora in attesa di vedere la luce per avere mille dubbi su quel che sarà il core business di Marchionne e soci.  Basterebbe il commento sul web di Elisa Festa per avere la certezza che di belpaese nella Fabbrica italiani automobili Torino, è rimasto ben poco:   Auguro a quest’azienda tutto il bene del mondo ma che non si azzardi a chiedere più un euro agli italiani con la scusa di essere un marchio che dà prestigio all’Italia nel mondo.

Ecco, il punto è questo:  se Marchionne ha scelto la sede fiscale a Londra, qualche motivo ci sarà. Nella city ti fanno ponti d’oro per portare i capitali dalle loro parti. E se l’Inghilterra non è un paradiso fiscale, poco ci manca.  Ma almeno la sede legale avrebbe potuto restare in Italia. Invece no. Olanda. Fca. Come  poco fa commentava sarcastico  un mio collega:  ‘E’ l’acronimo di  Fanculoaltrove’. Perchè la Fiat, quella fabbrica un tempo torinese pagata con i soldi della cassa del mezzogiorno da noi contribuenti, dove ormai si arriva a lavorare quattro giorni al mese, come a Cassino,  non esiste più. Oggi c’è la FiCA. Che per noi maschi è sempre un bell’inneggiare. Del resto agli italiani non piacciono donne e motori? Ecco, il buon Marchionne ha pensato di unire le due cose. Strategia marketing da dieci e lode. Almeno quella.

E SUL WEB SI SCATENA L’IRONIA. QUESTO UNO DEGLI ESEMPI.