DI LUCIO GIORDANO

“ Si, a volte ci penso a quanto sia strana la vita. Quando mi misi insieme con Monica Bellucci, nel 1989, lei era ancora  alle prime armi. Io invece ero già un attore  affermato.  Era la mia stella, a brillare . Non la sua. Ma adesso è tutto cambiato ”. A distanza di vent’anni e più, i ruoli in effetti  si sono invertiti. La Bellucci, una delle donne più desiderate al mondo, è diventata una stella internazionale. Nicola Farron invece  si è fermato. Il cinema non lo cerca quasi più. E non lo cerca quasi più nemmeno la televisione, grazie alla quale Nicola  ottenne un successo clamoroso nel 1992 con la  soap opera di Canale 5 Edera, al fianco di Agnese Nano. Giusti giusti venti anni fa. A bruciapelo domando a Farron: “ Ne soffre di questa situazione?”. “ Sarei un bugiardo, passerei per  un ipocrita se le dicessi che mi fa piacere non lavorare più come prima. E soffro, si. Soffro molto. Dentro. Ma poi uno se ne deve fare una ragione, rassegnarsi al presente. Sperando  che le cose cambino nel futuro”.

Spera ancora, giustamente, Nicola. Intanto però ha rivoltato la propria vita come un calzino. Racconta. Tra fierezza e malinconia: “ Da anni sono tornato a vivere a Cagliari, nella mia Sardegna che mi ha visto nascere. Ma non ho abbandonato la casa che comprai a Roma tanti anni fa, perché sono sempre pronto a rimettermi in gioco. E appena il mio agente mi chiama per un provino , prendo il primo aereo per la Capitale. Solo che….”

Solo che?

Sono diventato un protagonista di puntata delle fiction.: Un medico in famiglia, Il commissario Rex, Provaci ancora prof.  Mai che mi propongano di essere l’interprete principale della serie. Quando si decide il protagonista di qualche sceneggiato, il mio agente me li racconta, i colloqui con i registi e i produttori : “ Ci sarebbe Nicola Farron”, azzarda lui. “ E’ vero si, Farron. E come sta Nicola? Certo un ruolo per lui si potrebbe trovare. Però non lo vedo nella parte principale. Sai, ho visto le sue foto. Ha 50 anni ma ne dimostra qualcuno in meno. E per la parte di un padre con un figlio di 15 anni sarebbe poco credibile. Però è poco credibile anche per un ruolo di trenta, quarantenne.Il suo volto inizia ad essere segnato dalle rughe”.

Troppo vecchio. Oppure troppo giovane. Un destino amaro, beffardo, insomma. Da stroncare qualsiasi velleità. “ Sono due anni che sono all’asciutto”, conferma l’attore che all’anagrafe si chiama Puddu e per lavorare prese il cognome della madre irlandese. Eppure nonostante l’ apparente viale del tramonto, Nicola riesce ad essere sereno. Equilibrato. Forte. Giocoforza ha saputo arginare le onde del destino. Dice di stare bene con se stesso: “ Ma si, in fondo la qualità della mia vita, tornando a Cagliari, è migliorata parecchio. I primi tempi di astinenza dai set sembravo un leone ferito. Certo, non attendevo la chiamata di qualche regista, appena sveglio. Però non riuscivo a darmi pace. E non essendo mai stato  bravo  con le pubbliche relazioni , sono finito ai margini. Ad un certo punto ho deciso di non aspettare più gli altri e ho puntato ad amarmi  di più. A pensare a Nicola, alla mia forma fisica, al mio benessere interiore.Ora abito in una casa ereditata da parenti  di fronte alla spiaggia del Poetto, in Sardegna. Un posto incantevole di Cagliari. La mattina mi alzo e vede le onde infrangersi sulla battigia. E la cosa mi dà grande serenità. Cammino per strada nell’anonimato, perchè non sono più molti a riconoscermi. Durante il giorno mi tengo in forma pedalando per 40 chilometri in bici, facendo footing sulla spiaggia, leggendo, vedendo gli amici della mia infanzia.  Che i primi tempi della mia decisione, cinque anni fa, puntualmente mi domandavano: “ Sei in ferie, qui a Cagliari?” Ma quali ferie, rispondevo. E sorrrido a quando ripenso che  in passato di ferie non ne ho mai fatte. C’è stato un periodo, durante gli anni 80 e fino alla metà degli anni 90, che non staccavo mai. Lavoravo tutti i giorni. Anche prima di interpretare Edera, ero uno degli attori più richiesti del cinema italiano e ho interpretato una cinquantina di film: da Il frullo del Passero a L’appassionata”.

Riavvolge il nastro della propria esistenza, Nicola: ” Avevo iniziato presto a recitare, grazie alla lungimiranza di mia madre che mi aveva mandato a studiare negli Stati Uniti, a Chicago. A 15 anni insomma ero già fuori di casa, ad impegnarmi per ottenere un diploma di scuola superiore. Poi, finito il liceo, ho seguito il consiglio della mia insegnante d’inglese: ‘iscriviti ad un corso di  recitazione. Hai i numeri per sfondare’, mi ripeteva E cosi per due anni ho studiato in una delle scuole per attori più prestigiose degli Stati Uniti”.

E’ però tornando per caso a Roma, nella prima metà degli anni 80, che la vita di Farron cambia. Ricorda quasi con nostalgia quell’episodio Nicola. Ride. “ Non faccio in tempo ad atterrare all’aeroporto di Fiumicino che la polizia di forntiera mi ferma. ‘Ci segua’,mi fa l’appuntato. ‘Lei ,giovanotto, rischia l’arresto”, aggiuge. Sbianco in volto. ‘E perché?’ balbetto. E lui:  ‘Doveva fare la visita dei tre giorni per la leva obbligatoria. Ma non si è presentato’. Per farla breve faccio la visita militare e decido di partire subito soldato. Destinazione Roma. E li inizio a frequentare l’ambiente del cinema. Successivamente ai dodici mesi di leva, lavoro a Cinecittà come interprete italiano inglese per le produzioni americane . Poi, da dietro le quinte a davanti, il passo è stato breve”. Comincia a recitare, insomma. Un successo dietro l’altro. Nicola è amato dai registi, dal pubblico, dalla critica. Che lo considera attore bello e  bravo. Le ragazze stravedono per lui. Ma lui intanto si è fidanzato con una giovane modella di Citta di castello, Perugia. Quella modella si chiama Monica Bellucci. Ricorda Farron“ Ci siamo incontrati sul set di Vita con i figli, il film per la tv diretto da Dino Risi. Lei era una di una bellezza abbagliante ma ancora artisticamente acerba. Mi chiedeva continuamente consigli. E soffriva molto per il fatto di non essere considerata dall’ambiente. Voleva essere accettata come attrice, ma non ci riusciva. Quando una sera le chiesi di uscire pensai di ricevere un rifiuto. E invece ci mettemmo insieme in pochi giorni. Lei all’epoca viveva negli Stati Uniti. Ufficialmente era ancora sposata con un fotografo. Ma la nostra era una passione cosi travolgente che qualche mese dopo me la vidi arrivare con le valige in casa mia. “ Se vuoi da oggi mi trasferisco da te’mi disse con un sorriso sicuro. Ero felice. Per sei anni, dal 1989 al 1995 non ci siamo più lasciati, dividendoci tra Roma e Parigi, dove Monica aveva iniziato a riscuotere un discreto successo”

E’ stato insomma un amore solido, il vostro?

Si. Progettavamo di mettere su famiglia. Ma a rovinare il nostro rapporto è stata l’invadenza altrui. Monica, oltre ad affermarsi professionalmente, era sempre più desiderata dagli uomini. Soprattutto da produttori e registi. Spesso ricevevamo inviti a cena. Ma la netta sensazione era che io fossi di troppo. Se ad un certo punto, nel corso della riunione a tavola  fossi sparito, avrei fatto la gioia di chi ci aveva invitati.  In quelle circostanze ho iniziato a fare i conti con il cinismo degli uomini. Che quando entrano in competizione non si fermano di fronte a niente ”.

In effetti non deve essere stata una bella situazione, la sua. Ed è stata questa intrusione continua  nella vostra vita a dividervi?

No. Semmai il lavoro. Eravamo impegnatissimi. Io poi, dopo il successo di Edera ,ero sommerso di richieste. Ero  pronto a proseguire la serie. Solo che Agnese Nano si tirò indietro. Essermi fermato quando i produttori erano pronti a continuare con i nuovi episodi è stato il rammarico più grande della mia carriera.

Torniamo a Monica.

Negli ultimi anni di convivenza il nostro rapporto si era sfilacciato.  Non ci rincorrevamo più per il mondo come facevamo i primi tempi. Lei stava sempre più spesso a Parigi. Io a Roma. Siamo anche stati sul punto di lasciarci. Poi lei conobbe Vincent Cassel , l’attore francese che sarebbe diventato suo marito, e prese la decisione che avevamo sempre rinviato. L’amarezza più grande è che quella sua nuova storia d’amore sia venuta a saperla dai giornali e non da lei. Ma gliel’ho perdonata.

Per anni, a ruoli invertiti , lei è stato etichettato come l’ex della Bellucci.

Fastidioso, non glielo nascondo. Per fortuna è acqua passata.Monica ed io continuiamo a sentirci.. E sono felice di sapere che le cose le vadano bene. Se lo merita, glielo ripeto sempre..

Per lei, proprio in coincidenza della fine della sua storia d’amore, iniziò la parabola discendente sul lavoro. Si è mai chiesto il perché?

Si ma non sono riuscito a darmi una risposta precisa. Forse è colpa del mio carattere timido, forse manco d’intraprendenza e con il cinema in crisi diventa tutto più difficile. Quando incontro il montalbano tv, Luca Zingaretti , con il quale ho iniziato a lavorare insieme, lui mi domanda sempre: ‘Che fai, lavori, Nicola?. Rispondo di no. : Lui unisce le mani ed esclama. ‘Ma come si fa a non chiamare Farron. Non riesco proprio a capirlo”. Io allora lo tranquillizzo. Stai sereno, Luca, che non muoio certo di fame’.Anche se mentre lo dico affiora un poco di amarezza

Già, ma come tira avanti se nel cinema e in tv lavora poco, Nicola?

Vede, nella vita ho avuto la fortuna ,o se vuole  l’intuito, di accantonare  soldi nei periodi di ‘vacche grasse’. Mi sono comprato casa a Roma, ho ristrutturato quella in Sardegna. E non ho mai speso in cavolate. Niente auto di lusso, visto che preferivo girare in moto. Niente sperperi, insomma. Ho sempre saputo vivere con poco. E anche adesso rinuncio al superfluo. Inoltre non avendo messo su famiglia mi faccio bastare quel che ho. Dignitosamente. Al resto ci ha pensato mio padre.

Suo padre?

Si. Una quindicina d’anni fa, dopo la separazione da mia madre, andò a vivere in Brasile. A cento chilometri dalla città di Fortaleza. Sul Mare. Diceva che quell’aria asciutta, quel clima mite, 26 gradi tutto l’anno, faceva bene alla sua salute. Ma intanto stava per acquistare  un albergo di 40 stanze proprio in riva al mare.  Prima di firmare l’atto mi telefonò. “ Ascolta, Nicola, io in questo albergo sono pronta ad investirci da solo. Ma se vuoi, visto che hai messo diversi soldi da parte, possiamo diventare soci.

E ha accettato?

Si . Tre mesi l’anno, quando li è estate e c’è afflusso di turisti, lo raggiungo  e lavoro alla direzione dell’Hotel.

Insomma, la Sardegna, il Brasile. Sarà ai margini del mondo dello spettacolo, ma me lo lasci dire: chi sta meglio di lei….

Ha ragione. Non mi lamento . Eppure non le nascondo che quando ripenso agli anni migliori della mia carriera ,un poco di nostalgia mi assale. L’atmosfera del set, mi manca moltissimo”. La voce di Nicola si incrina all’improvviso. I ricordi di una vita da stella indiscussa dello spettacolo hanno la meglio.Gli risollevo il morale con un auspicio. “ Non so per qual motivo, eppure son convinto che tornerà presto  a lavorare come ai bei tempi “. Nicola mi fissa negli occhi. Sorride. Il suo sguardo si illumina. Esclama: “ Se ci indovina, la invito a cena fuori. E offro io”. Affare fatto.

13 aprile 2012

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