Irma Loredana Galgano

DI IRMA LOREDANA GALGANO

Con Le stagioni della memoria (Narcissus, 2014) Marco Milone pubblica anche la raccolta di poesie che chiude il percorso poetico e personale iniziato con Dove va il mondo e proseguito con Anime nude.

Questa volta l’autore riduce ancor più all’essenziale la parola scritta concentrandosi sui contenuti e sull’indagine profonda del proprio io. La sua poesia è «espressione della coscienza, voce vibrante del cuore, della mente e soprattutto dell’anima», come si legge nella prefazione curata da Domenico Turco.

«Avverto il peso / dell’esistenza tra le stanze / oscure della memoria provo / invidia quando  / osservo una bestia / rude istinto e / assenza di sentimenti / non cagionano sofferenza / …»

Il percorso intrapreso dall’autore, la sua volontà di introspezione, di ricerca, di analisi invece è molto sofferto, profondo, intenso e in più punti sembra portarlo quasi alla disperazione. Tentennamenti leggeri da cui si riprende grazie anche alla forza della sua determinazione e allo  studio, costante e continuo.

«Nella natura delle cose / appare l’anima / goffa e tradita, ostaggio / del tempo / eterno …» Questo ‘tempo’ che sembra essere il vero detentore del potere, superiore per certo ai «mortali» che nonostante tutti gli sforzi restano egualmente «ignari del regno della coscienza».

Leggere i componimenti poetici di Marco Milone è come estraniarsi per un momento dalla frenesia e dal caos del mondo moderno, ritrovare lo spazio mentale prima che temporale di restare soli con la propria spiritualità. Un qualcosa che oggi viene considerato quasi superfluo ma che invece a volte è determinante per il proprio equilibrio e benessere interiore.

 Copertina Milone_Marco

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