DI ANDREA GRASSO

Il 15 Agosto 1993 Paola Turci, già affermata cantautrice italiana con alle spalle cinque album e altrettante partecipazioni al Festival di Sanremo (di cui una vittoriosa nella sezione emergenti), è vittima di un terribile incidente d’auto sulla Salerno-Reggio Calabria; il suo occhio destro si salva per un soffio, mentre il viso è completamente sfigurato e saranno necessari dodici interventi chirurgici e cento punti di sutura per ricostruirlo; i suoi due compagni di viaggio rimangono invece illesi.

Un mese dopo torna comunque, con una forza di volontà senza eguali, ad esibirsi dal vivo, ma cerca di nascondere le sue cicatrici con una frangetta ai capelli, occhiali neri e molto trucco.

Solo molti anni dopo in occasione della sua autobiografia ritornerà sull’episodio, ammettendo di essersi distratta in quanto parlava al cellulare guidando e raccontando tutti i dettagli dell’incidente, compresi i 40 minuti di attesa dell’ambulanza in mezzo alla strada.

Il chirurgo che le ha sistemato il viso le ha detto “ora è come se tu fossi nata di nuovo”, e lei stessa qualche mese dopo dichiarava: “L’ incidente ha rafforzato i miei valori, il mio coraggio, perché ci vuole tanto coraggio a presentarsi davanti alla gente, a fare tutto un concerto con gli occhiali, e a toglierseli alla fine; bisogna sentirsi sicuri che a quel punto il viso, un bel viso, non conta più niente, che sono sempre e comunque io e che il rapporto con il pubblico continua”.

In quel periodo ebbe anche una relazione col tennista Paolo Canè, che terminò però in modo abbastanza burrascoso: lei sapeva che lui la tradiva ma non riusciva a trovare la forza di lasciarlo. Quando finalmente trova la forza di dire basta, inizia un nuovo percorso spirituale per Paola, fatto di sedute psicanalitiche, rapporto di amore/odio con lo specchio, avvicinamento alla religione passando per un viaggio a Lourdes.

Oggi probabilmente abbiamo la conferma che quel percorso è sicuramente giunto al termine e che Paola non ha più paura dei fantasmi del suo passato: il suo nuovo album intitolato “Io Sono” contiene dodici suoi brani del passato rivisitati con sonorità acustiche ed elettroniche e tre inediti, e poiché mette in risalto come non mai la sua voce rappresenta sia un bilancio della sua carriera sia, come dichiara lei stessa, il suo manifesto musicale.

Grazie però alla copertina dell’album Paola si mostra anche visivamente così com’è, visto che non sente più l’esigenza di nascondersi: c’è infatti un suo primo piano dove la cantautrice mette in mostra le sue cicatrici.

Sicuramente Paola è arrivata in fondo al suo personale tunnel, quello in cui è entrata nel Ferragosto del 1993 sull’autostrada più dissestata d’Italia.

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