Zagnoli

DI VANNI ZAGNOLI

 

Scusate, ma sono esterrefatto.

Hanno fatto di tutto per indurre Berruto a dimettersi. Bertoli, la federazione certamente ha avallato l’uscita del mito del mano di pietra del volley italiano, ha lapidato con un intervento su facebook il ct azzurro.

I social, la sollevazione popolare, persino un giornalista pensionato della Rai, Augusto Bleggi, da mesi su facebook si scagliavano contro il ct antropologo.

Io sono fuori concorso, perchè non sono un amico, di più, di Berruto. Cioè, l’ho intervistato tre volte, l’ultima neanche è uscita, l’ho criticato un anno fa al mondiale, mi aveva risposto.

Per il volley ha fatto tantissimo, contato nulla.

Ah, Travica. Ho parlato con Vermiglio, con Baranowicz, con lo stesso Travica, oggi. Beh, credo abbia dato una bella spinta al ct che l’aveva promosso capitano, fra l’altro.

Travica, figlio di Ljubo, grande personaggio del volley mondiale, non è Maradona, è un buon palleggiatore ma si può discutere. Al mondiale non era stato migliore di Baranowicz, anzi.

C’è un tema che abbraccio volentieri, sottolineato da Bleggi e dall’amico Salvatore Occhiuto. L’immortalità di Carlo Magri, in carica – mi fido di Occhiuto – dal ’94.

Il parmigiano ha fatto grande il volley italiano o è il contrario?

Boh, non capisco.

A parte che avevo e ho ancora stima. Però…

Bastava che esonerassero Berruto un anno fa o anche in questi giorni, che bisogno c’è di indurlo a dimissioni irrevocabili?

Devono proprio sempre vincere i giocatori?

Berruto avrà sbagliato a escludere quei 4, ma va valutato nella carriera, nel lustro azzurro in generale.

Berruto, ripeto, si ama, non si discute.

Come Anastasi prima, come Velasco, come Montali. Come Bebeto, come non tanti altri, non tutti.

Auguro a Chicco Blengini, scelto da Berruto, di vincere quanto lui, sarebbe il massimo.

Con o senza Travica e gli altri reprobi.

Ma adesso con Juantorena è molto diverso e allora si dimostrerà che Berruto è un incapace. Ma non è vero. Andate a vedere cosa fece con la Finlandia, sparita prima e dopo la sua semifinale europea.

Andate a leggere, a sentire Berruto, per capire chi è, cosa vuole, che etica porta avanti, sempre. Dentro e fuori il parquet.

Vi ricordo che: “Ciascuno ritiene speciale la propria squadra, ma il Torino è un’altra cosa. Chi lo tifa, lo capisce benissimo. Per gli altri, è impossibile comprenderlo e allora rinuncio a spiegarlo”.

Ecco, chi ama Berruto, come me, capisce che è un etico, come Cesare Prandelli, gli altri stiano pure dalla parte di Travica e della cresta di  Zaytsev. Lo sport è anche sacrificio, puntualità, rigore. Rigore.

Lo ricordino gli azzurri e anche il Coni. Rigore. Anche verso chi è in sella da 21 anni…

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