MASSIMO NAVA

DI MASSIMO NAVA

#‎Belgio‬ ‪#‎Pakistan‬
A parte i tragici e contemporanei fatti di cronaca, e la doverosa solidarietá e commozione per le vittime, può sembrare assurdo accostare il Belgio al Pakistan. Ma quando andiamo a vedere piú a fondo origini e sviluppi della galassia del terrore, scopriamo che sia il Belgio (per lassismo, incompetenza, ignoranza) sia il Pakistan (per ormai storiche complicitá, coperture, infezione ideologica e religiosa) sono diventati il ventre molle, la nebulosa inestricabile, il santuario privilegiato del terrorismo.
Di Moolenbeck abbiamo saputo oggi quello che si sapeva da piú di vent’anni (c’é in archivio un mio reportage sul Corriere, giugno 1991, leggere per credere). Sul Pakistan riscopriamo nella tragedia di Pasqua quello che si sa dal tempo dell’invasione sovietica dell’Aghanistan. Qui hanno fatto proseliti Ben Laden e i talebani, qui sono arrivati sostegni e finanziamenti sauditi, da qui si é sviluppata l’infezione radicale con la copertura di servizi segreti. Agli Stati Uniti, l’alleanza con il Pakistan che allevava e copriva talebani ha fatto comodo per decenni. Nella logica della guerra fredda, i guerriglieri che partivano da Peshawar erano eroi entrati nella letteratura popolare. Ricordate # Rambo che da solo sgominava battaglioni di sovietici e poi si rifugiava nel folklore dei mujhaddin?
Fiorella Mannoia dice che tutto é colpa dell’Occidente. Mi sembra una doppia cazzata. Primo perché il problema non é la colpa o peggio ancora la debolezza dei nostri valori che andrebbero meglio difesi, ma l’analisi di errori stretegici e politici che non dovremmo ripetere (e che continuamo a ripetere, vedi embargo contro la Russia). Secondo, perché non esiste che una cantante abbia cosi tanta risonanza e che in tanti (come l’amico Grasso sul Corriere) perdano tempo e spazio di pagine per commentare.

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