DI GIANFRANCO ISETTA

gianfranco isetta

A commento della notizia sulla richiesta dell’Air France di imporre alle hostess in servizio verso l’Iran di indossare pantaloni larghi e foulard. La questione in parte risolta lasciando libertà di volare su quelle linee solo alle hostess che accettano questa scelta.

Resta comunque anche questa soluzione, pur rappresentando un passo avanti, un sostanziale cedimento ai voleri altrui che mi sembra inaccettabile.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo cedimento culturale, dopo quello dell’Olanda, oppure quello comico delle statue coperte in Campidoglio in nome del rispetto, in questo caso della legge iraniana, e comunque di qualsiasi costume altrui.

Sono ormai così frequenti casi analoghi che credo si imponga una riflessione generale per cercare di fissare dei paletti precisi.

Al netto di molti comportamenti tenuti nel passato e anche oggi dall’Occidente sia a livello individuale che istituzionale, noi siamo per la cultura della tolleranza “non condivido le tue idee ma darei la vita perchè tu possa manifestarle”, ma appunto manifestarle NON IMPORLE né con la prevaricazione né tantomeno per legge!

Nessun Paese può avere il diritto di imporre o obbligare cittadini liberi del mondo a comportamenti in nome di qualcosa che non può che essere privato e quindi SOLO LIBERAMENTE accettato e esercitato.

Non sono i cittadini a doversi adeguare ma semmai quegli Stati a dover fare un passo avanti verso la tolleranza e il rispetto delle idee, dei costumi e usi altrui! E questo vale per anche per i singoli cittadini.

Non posso contestare abitudini, usi e costumi, spesso derivanti anche da credenze religiose diverse dalle mie, anzi devo contribuire a far si che possano manifestarsi ed esercitarsi. Con un solo limite invalicabile: quello della sicurezza individuale e collettiva e del rispetto per gli altri. (naturalmente questo vale per tutti noi compresi)

TOLLERANZA È QUESTO, le alternative sono solo o la chiusura, il rifiuto degli altri, in nome di una presunta difesa di valori ritenuti superiori o una cedevolezza culturale, prima ancora che pericolosa, culturalmente sbagliata.

QUESTA ERA LA NOTIZIA:

Niente velo per le hostess di Air France. La compagnia aerea francese ha dato la possibilità alle donne pilota e alle hostess di rifiutarsi di indossare il velo nei voli diretti a Teheran.

Le richieste dei sindacati di categoria sono state accolte dopo le proteste nate da una circolare interna che imponeva di vestirsi con pantaloni larghi o abiti lunghi e con il foulard sul capo per i voli diretti in Iran, unico Paese che chiede il velo già allo sbarco. Inizialmente Air France aveva imposto il rispetto delle leggi dei Paesi dove atterrano gli aerei, mentre ora chi non vorrà andarci non verrà penalizzata in alcun modo, nella carriera, il salario o l’organizzazione del lavoro. Il prossimo 17 aprile, con la fine delle sanzioni contro l’Iran, ripartiranno i voli tra Parigi e Teheran.

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