DI MASSIMO NAVA
MASSIMO NAVA
Ultime notizie sullo scandalo ‪#‎Volkwagen‬. Oggi sappiamo che lo scandalo costa alla Volkwagen fra i 20 e i 50 miliardi di euro, a seconda di processi, risarcimenti e compensazioni non ancora quantificati. In pratica, dabbenaggine e dolo costano – lo dico a spanne – i soldi che servirebbero per salvare la Grecia strozzata dalle banche tedesche e dal modello finanziario che continua a essere imposto da Berlino su tutta l’Europa. Collegamento non pertinente? Forse, ma il circuito dei meccanismi decisionali é sempre lo stesso.
Tuttavia, per tornare all’auto, attenzione al conto finale : circolano dati, visti ovviamente con un certo compiacimento dalla Volkwagen, secondo i quali diverse altre case automobiliste – tedesche e straniere, da Fiat a Volvo, da Mercedes a Renault – avrebbero messo in circolazione motori che non rispettano i limiti. La “colpa” , secondo autorevoli giornali tedeschi, sarebbe anche delle centraline Bosch, di uso comune praticamente a tutti. Una tesi difensiva della Volkswagen, non campata in aria, é che i limiti di legge che hanno provocato lo scandalo sono una cosa, ma i dati sulle emissioni nella circolazione reale di tutti i giorni un’altra. Quindi tutti oltre le norme, con buona pace delle autoritá europee non che non si sono nemmeno preoccupate di applicarle.
Se tutti i diesel sono fuori legge, ciò farebbe aumentare la fattura in modo esponenziale e potrebbe praticamente distruggere la reputazione e e forse l’uso del diesel stesso.
E’ presto per parlare di scandalo salutare e quindi di un fenomeno di “distruzione creatrice” cara ad alcuni economisti. Ma é un fatto che la ricerca e l’uso dell’ibrido e dell’auto elettrica stanno facendo passi giganteschi. C’é chi sostiene l’industria dell’auto cambierá nei prossimi cinque/dieci anni molto piú che negli ultimi cento.
Anche se prima o poi qualcuno dovrá spiegarci quanta energia (nucleare o eolica?) ci vorrá per attaccare l’auto alla spina della corrente.
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