DI MASSIMO NAVA
MASSIMO NAVA
Il successo dell’estrema destra alle presidenziali austriache era largamente previsto e prevedibile. Alla luce del risultato, la chiusura del Brennero e le barriere all’immigrazione non sono state soltanto il riflesso di un atteggiamento di chiusura xenofoba che alligna nell’opinione pubblica austriaca ma paradossalmente un estremo tentativo del governo in carica di dare una risposta a queste pulsioni irrazionali e di tenerne sotto controllo le conseguenze politiche. Il risultato é come si é visto fallimentare, essendo nella logica del cane che si morde la coda.
L’Austria, dopo la Francia di Marine Le Pen, dopo la Brexit sempre piú probabile, dopo le derive populiste nel Nord Europa é solo l’ultimo esempio della drammatica dimensione europea del problema. Da un lato l’immigrazione incontrollata e gigantesca alimenta i movimenti xenofobi e anti europei, le domande di Muri e di revisione di Schengen, quindi delle stesse basi ideali dell’Europa. Dall’altro, l’incapacitá o la debolezza dei governi europei nel dare risposte forti coraggiose al problema fanno si che l’immigrazione incomba come una minaccia sempre piú grande e pericolosa e quindi favorisca proprio quei partiti e movimenti che stanno distruggendo l’Europa.
In questa fase, soltanto pochi Paesi stanno cercando di spezzare il circolo che potrebbe trascinare tutti gli europei – nativi e immigrati – in una tragedia piú grande e purtroppo giá vista. La Germania con una coraggiosa e pragmatica politica di integrazione e accoglienza, che ha contemplato anche un molto pragmatico per quanto controverso accordo con la Turchia, prima che la Turchia decida di rovesciare sull’Europa i suoi due milioni e mezzo di profughi. La Grecia, assediata e strozzata dai debiti (anche dalla Germania) eppure in prima linea in un commuovente slancio di solidarietá spontanea. E’ l’Italia che soccorre aiuta sul fronte di mare e che si muove con determinazione in Europa per fare passare proposte che smuovano la situazione, come quella di non contabilizzare nel patto di stabilitâ l’emergenza immigrazione. Non basta ? Forse, ma è la strada giusta. Il resto é soltanto un calcolo cinico e ipocrita sull’ignoranza e sulla paura. Impedire agli esseri umani di fuggire da guerre e carestie é come chiedere loro di non respirare e quindi di morire. Tanto piú che non possiamo mettere da parte le nostre responsabilitá in guerre e carestie. Un ambito in cui siamo stati molto efficaci e tecnicamente all’avanguardia.
Annunci