Lucio

DI LUCIO GIORDANO

Certo, rispetto agli scandali che hanno travolto  e continuano a travolgere esponenti di Forza Italia e della Lega Nord, di Fratelli D’ Italia e del nuovo centro destra, dei renziani e dei verdininani, il caso di Virginia Raggi è un non caso. Ben poca cosa, insomma. E però l’aspirante sindaco di Roma ha sbagliato completamente ad omettere non una ma almeno due vicende  della propria carriera professionale. Prima ha dimenticato  infatti di  aver prestato la propria opera nello studio di Cesare Previti, l’avvocato di Berlusconi, con un paio di condanne a carico, tanto per gradire. Poi, qualche giorno fa, è venuta fuori l’altra  vicenda, quella dell’HRG ,una società   di proprietà di  Gloria Rojo e  per la quale  la Raggi  è stata presidente di garanzia .La Rojo , per chi non lo sapesse,  è  molto vicina  a Franco Panzironi, figura legata in qualche modo a Gianni Alemanno e agli scandali di Mafia Capitale.

Inizialmente, guardando con simpatia al Movimento 5 stelle, e considerando  la Raggi e Stefano Fassina gli unici due candidati di sinistra a sindaco di Roma,  confesso di aver sperato in una smentita o in uno dei tanti scoop bufala di qualche avversario a cinque stelle. Ma così non è stato. E allora, ripeto: la Raggi non è indagata, e va bene,  ma ha ingannato gli elettori a 5 stelle, poche storie. Non solo: una che, anche se solo professionalmente,  ha avuto a che fare a stretto giro con elementi della destra italiana, quella destra che tra corruzione e vicinanza alla criminalità organizzata ha distrutto il Paese, qualche dubbio lo crea.

Perchè è noto che la base elettorale dei 5 stelle è molto vicina alla sinistra: è formata soprattutto dai delusi del Pd che hanno fatto armi e bagagli una volta che la destra renziana ha vinto le primarie dem. Ma se poi i vertici M5s strizzano l’occhio alla destra peggiore, allora c’è qualcosa che non quadra. Allora vuol dire forse  che anche i 5 stelle strizzano l’occhio a quella parte d’Italia  che da tangentopoli in poi ha depredato il paese.  In sostanza, una Raggi che omette i propri trascorsi professionali,  prende in giro gli elettori del movimento.  Li prende  in giro due volte , facendo praticantato legale  proprio con chi i 5 stelle dovrebbero combattere e diventando presidente del cda  di una società in qualche modo legata ad Equitalia e legatissima ad Alemanno. Contraddizione doppia.

Insomma è chiaro che a questo punto Virginia Raggi, se non vuol far perdere i 5 stelle. ha di fronte a sè una sola strada: ritirare immediatamente  la propria candidatura, dire addio al Campidoglio. Bisogna indire subito nuove consultazioni on line. Ovvio che il popolo a 5 stelle, che a Milano avrebbe votato molto volentieri Patrizia Bedori, ( una cittadina come tante e che invece è stata fatta fuori senza un vero perchè), non riuscirebbe nemmeno turandosi il naso  a dare la propria preferenza ad una Raggi che con quel potere corrotto ci ha lavorato, seppur all’inizio della carriera, peraltro negli stessi anni in cui altre venticinquenni come lei, lottavano in piazza  contro la corruzione berlusconiana.

 A meno che sotto sotto non sia questa la carta che i vertici 5 stelle vogliono giocarsi :  far scivolare il movimento sempre più a destra. Politicamente lecito, per carità, anche se sarebbe un autogol clamoroso. Da quelle parti, infatti, ci sono già Forza Italia, i renziani, la lega nord, Ncd, verdiniani, Fdi. Insomma, un altro gruppo di destra finirebbe stritolato. Sei partiti che devono spartirsi i voti dei reazionari e dei conservatori italiani sono tanti. Sette sarebbero davvero troppi.

Lecito, dicevo. Ma ingiusto nei confronti di tutti quei volti da bravi ragazzi  che votano 5 stelle e che alle parole onestà, vera meritocrazia, solidarietà e giustizia sociale Anti casta  ci credono  sul serio. Tutte parole e  aspirazioni davvero di sinistra, praticate in questi anni  spesso e volentieri dal gruppo parlamentare m5s. E’ quello del resto  il motivo per cui in molti votano 5 stelle.  Se vengono meno la correttezza e gli ideali  progressisti, dunque, viene meno anche il movimento. In fondo, pensateci:  perchè votare una copia della destra quando l’originale ha il marchio  da reazionario  D.o.c.?

E’ giunto quindi il momento che il movimento faccia chiarezza al proprio interno: sta a destra o sta a sinistra? Tergiversare ancora  su un quesito così importante  sarebbe deleterio. Porterebbe i 5 stelle alla dissoluzione  .

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