DI GIANFRANCO ISETTA

gianfranco isetta

I tre pianeti scoperti che potrebbero ospitare la vita extraterrestre sono a 40 milioni di anni luce da noi.
Le loro dimensioni e temperature sarebbero simili alla Terra.
Sono stati osservati con uno strumento installato in un telescopio del Very Large Telescope che ha confermato questa impressione.
Questi pianeti hanno periodi orbitali così brevi che indicano che si trovano da 20 a 100 volte più vicini alla loro stella che la Terra al Sole.
Orbitano intorno a una stella nana rossa ultrafredda e hanno temperature e dimensioni simili a quelle di Marte e di Venere.
I tre corpi celesti avrebbero una giusta combinazione di luce e calore dalla stella principale per poter ospitare la vita, anche se in forma elementare.
La speranza di trovare la vita su pianeti simili alla Terra diventa così più vicina e concreta.
Si tratta di una importante scoperta per la ricerca di vita extraterrestre che si incontra anche con una antica aspirazione che ha sempre coinvolto la nostra specie e che ha trovato soprattutto nella letteratura e poi nel cinema in particolare occasioni per liberare la fantasia mescolandola a un malcelato desiderio di qualcosa di reale.
Inutile perdersi in un dibattito, anch’esso molto antico, che ha avuto ed ha persino risvolti di carattere filosofico e religioso, accontentiamoci per ora di prendere atto di quel che si scopre e di continuare a cercare, e non sia detto che alla fine qualche altra forma di vita non finisca per trovare noi.

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