DI GIANGABRIELE PERRE

Da due anni viveva latitante a Sintra in Portogallo, Antonio De Cristofaro, l’uomo che nel 1988 assieme ad Anna Bayer, la fidanzatina diciassettenne dell’epoca, pugnalò la povera Annarita Curina mentre lui decise di finirla con il machete, per poi buttare il cadavere in mezzo al mare.

I diabolici amanti avevano premeditato l’idea di rubare il catamarano di Annarita per poi fuggire con il mezzo verso la Polinesia, il tragico fatto avvenne il 10 giugno 1988, era venerdì. Alcune settimane dopo, il giorno 28 luglio (giovedì) il corpo della giovane skipper venne rinvenuto senza vita. Mentre gli inquirenti indagavano sulla morte di Annarita i due amanti che si erano appropriati del natante, decisero di ospitare a bordo il loro amico olandese Pieter Gronendiijk, che era diventato anche il loro complice in quanto aveva rubato il mezzo ad Annarita, mezzo che in seguito abbandonarono per sfuggire all’arresto della polizia italiana.

De Cristofaro venne rintracciato dalla polizia in Tunisia assieme ai due complici. I giudici condannarono De Cristofaro a 38 anni di carcere commutando poi la pena in ergastolo, mentre Diana Bayer fu condannata a sei anni e sei mesi per concorso in omicidio (ma grazie alla condizionale scontò solo 15 mesi  di prigione) e venne condannata ad un periodo di rieducazione in una comunità religiosa a Grosseto.

Oggi Diana Bayer è sposata ha 44 anni e due figli e vive in Olanda. Ha appreso dell’arresto del suo ex compagno tramite un sms del suo avvocato Marina Magistrelli, che racconta: “Diana ha ancora molta paura di lui. De Cristofaro fu condannato in primo grado a 38 anni di carcere, mentre in appello venne condannato all’ergastolo.

 

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