DI LAURA CIMA
laura cima
Appena eletto con poco più di trentamila voti sull’ultranazionalista Hofer, il verde Van der Bellen ha dichiarato che la politica deve trarre le conseguenze di questa tornata elettorale, deve occuparsi dei «veri problemi del Paese» e ascoltare «anche chi è pieno di rabbia». Ha detto di voler essere «l’apriporta dell’Austria all’estero per l’economia e per creare nuovi posti di lavoro», si è dimesso dai Verdi per apparire super partes e a assicurato chi non lo ha votato che darà loro ascolto.
In tutto il mondo, ma soprattutto in Europa e nel nostro paese, si è tirato un gran respiro di sollievo perché i tempi bui prefigurati dal suo avversario non li dobbiamo immaginare ma li stiamo già sperimentando ora con l’onda reazionaria che, dalla Polonia all’Ungheria, dimentica solidarietà e innalza muri. Con il bipolarismo che ha governato l’Europa e dirige ancora Commissione e troika, uniformandosi ai dettami di J.P.Morgan e delle altre banche di affari che ci hanno portato al disastro attuale facendo leva sugli egoismi degli stati. Che hanno preteso di uniformare le Costituzioni nate dalla resistenza alle esigenze del TTiP e della finanza.
Il “Sogno” di Spinelli di un’Europa in pace è stato affossato dalle guerre a cui l’Ue ha partecipato, nell’interesse delle lobby dei petrolieri e delle armi, e dalla economia che ha portato alla disastrosa situazione climatica attuale, dove si muore sotto i missili o sotto il sole che supera i 50 gradi, come ora in India, o per l’inquinamento di acque aria e suolo. I civili che sono costretti a rimanere e a morire o i migranti che fuggono con i loro figli, o li mandano soli in Europa, se sopravvivono ai naufragi e alle torture a cui sono sottoposti dai mercanti e dalle mafie, dalla polizia che li respinge,  ingrossano campi profughi invivibili ai confini, che vengono smantellati con violenza e senza giornalisti a documentare come è successo a Calais e oggi a Idomeni. La Turchia è pagata profumatamente per contenerli, quella Turchia che nega libertà di agibilità politica e di stampa e che ha detto un bel No alla Merkel che andava ipocritamente a chiedere il rispetto dei diritti umani.
L’Austria, con il voto di ieri ha sancito la fine del bipolarismo tra socialdemocratici e popolari che governava dal dopoguerra. I verdi sono usciti dall’isolamento in cui erano stati ghettizzati e, come spera Podemos  nelle elezioni prossime, necessarie perché il Psoe è stato sconfitto nel tentativo di allearsi con la destra di Ciudadanos mentre Rajoy è ormai fuori gioco,  anche in Spagna il bipolarismo sará  definitivamente sconfitto.
Austria inaspettatamente capofila in questa nuova fase quindi. Ma chi ha fatto vincere i Verdi? Nessun dubbio, il voto femminile ha fatto la differenza. Anche in Spagna finora. A Madrid, alla affollata tre giorni che ha lanciato PlanB a fine febbraio lo slogan costituente “l’alternativa sarà femminista o non sarà”, è emerso dopo una discussione animata su ecofemminismo e decrescita. Voto femminile in difficoltà negli Stati Uniti dove appoggiare una candidata donna come la Clinton, legata mani e piedi alle lobby e al capitale finanziario, non crea certo entusiasmi e si preferisce Sanders che garantirebbe una vittoria sicura sul pessimo Trump.
Il mondo che vota diviso in due quindi: da una parte i residui democristiani e socialisti, che non si differenziano nel modo di governare proni come sono ai poteri forti e il crescente movimento anti migranti di destra, brutale e arrogante, ben definito da Trump e da Hofer, e dall’altra pensionati ecologisti o marxisti come Van der Bellen e Bernie Sanders, coerenti, non arroganti e sostenuti essenzialmente da donne e giovani. Le ecofemministe non riescono ad emergere come movimento politico ma guidano il dibattito in Podemos e negli altri movimenti che si contrappongono all’arroganza di una destra che assume sempre più toni di nazifascista memoria.
Amiche, vogliamo capire che anche i Italia le epurazioni, le dichiarazioni destrorse di Grillo sugli immigrati, la centralizzazione di alcune decisioni politiche senza dibattito democratico, si neutralizzano solo con una nostra attenzione per aprire un movimento che è cresciuto in questi anni e che ha lanciato la sfida di governare Roma per ora? Cari amici verdi, che ho abbandonato quando avete fatto fallire la costituente ecologista che avrebbe dato vita a un movimento capace di aprire un partito asfittico perché sempre legato al Pd in speranza di seggi ,  è inutile inneggiare a una rinascita verde in Italia dove siete alleati con Deluca in Campania, con Sala e Formigoni in Lombardia, con Giachetti a Roma, e così via.
Si aprono spazi inaspettati a chi è coerente, coraggioso e non arrogante. Pensionati politici insegnano.Le elezioni in Austria ne sono una prova.  Ken Loach, anche lui mio coetaneo, documenta.

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