DI LUCA SOLDI

luca soldi

L’accusa nei confronti di Renzi e’ ben più grave di quella che fu fatta nel 2002, quando nacque l’espressione “editto bulgaro”, per merito di un Silvio Berlusconi arrabbiatissimo per gli attacchi ricevuti di certi esponenti del mondo dell’informazione.
L’allora Presidente del Consiglio, Berlusconi, a proposito delle esternazioni di alcuni giornalisti della televisione pubblica, ebbe a dire:
« L’uso che Biagi… Come si chiama quell’altro? Santoro… Ma l’altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga”.
E cosa avvenne anche in quel caso? Semplicemente i tre furono “allontanati” per evitare troppo disturbo. Come accade ogni qual volta i giornalisti si limitano ad utilizzare la “parola contraria” nei confronti del potere.
Ma veniamo ai nostri giorni, con una storia che si ripete e che dovrebbe toccare profondamente tutto il mondo dell’informazione. E’ quella lanciata oggi da Bebbe Grillo sul suo blog: ” Belpietro è stato licenziato da LiberoQuotidiano dopo le inchieste del giornale su Banca Etruria e dopo che Luca Lotti, sottosegretario renziano, membro del giglio magico e responsabile dell’editoria, ha sbloccato i fondi e rateizzato il debito per il giornale di proprietà del senatore forzista Angelucci”.
Il leader del M5S non lo manda a dire dietro, riferendosi al più giovane Renzi:
“Il Bomba ha ammesso in un’intervista al Messaggero di prendere consigli da Berlusconi come farebbe uno scolaretto con il suo mentore. Lezione: editti bulgari”. Lo scrive Beppe Grillo in un post sul blog ed incalza:”Gli editti renziani sono peggio di quelli berlusconani, lui almeno ci metteva la faccia. Il Bomba non mette bocca sulla RAI, ma tutti quelli che lo infastidiscono scompaiono dalle tv e dai giornali. L’allievo ha imparato presto dai consigli del maestro e poi l’ha superato. Chi sarà il prossimo? Giannini, Porro, Belpietro: le porte del Blog per voi sono aperte. Se volete raccontarci la vostra versione dei fatti qui non verrete censurati!”, ha concluso Grillo.
E le ‘intrusioni” nel mondo dell’informazione non sono certo cosa nuova ma sentirle rivolte ad un leader della sinistra fa un certo effetto.
Il Corriere riporta: ‘Renzi ha raccontato un piccolo aneddoto sull’avvicendamento nella conduzione della trasmissione di Ballarò:Quando fu ufficiale la notizia che Giovanni Floris lasciava la Rai e che per Ballarò si pensava a Massimo Giannini, eravamo ancora ai tempi del Patto del Nazareno – ha raccontato il presidente del Consiglio in un’intervista al Messaggero – Berlusconi mi disse: ‘accetti un consiglio? Ho visto che gira il nome di Giannini per Ballarò. Non prenderlo! Lui ti detesta ne sono sicuro. Scegli un altro, Ballarò ti sarà utile'”, si legge sul blog 5 Stelle. “E infatti il bomba -prosegue Grillo- sta facendo scomparire tutti i giornalisti e conduttori non strettamente filopiddini, la Rai e i giornali allineati eseguono. Giannini sta per essere silurato dalla Rai e a leggere tra le righe delle parole di Renzi si capisce il perchè.
L’attacco alla libertà di stampa, continua ad essere lo sport preferito dai leader di mezzo mondo,
“disturbati” da chi ha il dovere di pungolarli. Esempi che arrivano dal resto del mondo sono quotidiani e non occorre scomodare troppo la memoria.
Com’è’ accaduti per quei 400 tra giornalisti, attivisti che ai primi di Maggio sono scesi in piazza chiedendo il reintegro del caporedattore del quotidiano Ming Pao, licenziato con effetto immediato il 19 aprile scorso, il giorno in cui il suo giornale è stato l’unico tra quelli in lingua cinese a trattare i Panama Papers in prima pagina. Fino ad oggi la protesta degli editorialisti si era “limitata” a pubblicare colonne vuote sul quotidiano.
Oppure, per restare più vicino ai nostri confini, quando in Turchia,
All’inizio di marzo il tribunale di Istanbul aveva nominato degli amministratori per gestire l’agenzia “Cihan”. Allo stesso modo era stato posto in amministrazione controllata “Zaman”, il quotidiano turco più venduto, dopodichè la linea editoriale critica nei confronti del governo è cambiata radicalmente a 180 gradi. L’associazione dei giornalisti del Paese aveva condannato le pressioni del governo sui media d’opposizione ed ha denunciato la pratica di nominare amministratori di un nuovo metodo di censura.
La decisione di cessare l’attività era stata applicata a tutte le società del gruppo mediatico “Feza Yayın Grubu”, compresi il canale “Kure.tv”, i siti web delle agenzie e le riviste. In precedenza più di 400 dipendenti del giornale “Zaman” e dell’agenzia “Cihan” si erano ritrovati disoccupati a seguito di questa situazione.
In precedenza erano stati chiusi i canali televisivi privati turchi “Kanaltürk” e “Bugün TV”, i giornali “Bugün Gazetesi” e “Millet Gazetesi” e la radio “Kanaltürk Radyo” del gruppo “Koza-Ipek”. Inoltre hanno incontrato difficoltà a lavorare in Turchia i media russa. Alla fine di aprile nel Paese era stato oscurato il sito dell’agenzia “Sputnik”.

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