DI ALBERTO TAROZZI

Università degli Studi del Molise

Obama a fine partita chiude i conti col passato e immagina il futuro, pensando al presente. Dopo Cuba il Vietnam: stop definitivo a un embargo di armi cinquantennale e visioni di prosperità, dignità e diritti umani.
Al momento  alcune considerazioni molto concrete. Utilissimo avere buone relazioni nel Sud Est asiatico con un paese che ha spesso avuto rapporti a dir poco conflittuali con la Cina.
Altrettanto utile sostenere un modello di uscita dal socialismo che dia l’idea di una certa qual conversione al capitalismo senza però farsi competitivo nei confronti degli Usa.
Più in generale tessere, qui e ora, la tela di una politica estera statunitense del dopo-sé-stesso, ridefinendo una strategia delle alleanze che possa risultare sostenibile al di là del breve periodo.
Da qui la necessità di mettere a punto la lista delle new entry nel mondo degli amici: Iran, Cuba, Vietnam tra gli altri, anticipando i possibili disastri del suo successore, chiunque egli/ella potrà essere.
Attento a guardarsi dai possibili nemici come Trump e sperando che Dio lo protegga dalle amiche come la Clinton
Dopo aver lodato la bellezza della capitale Hanoi, il presidente americano ha chiesto esplicitamente alla leadership del Paese asiatico di rispettare i diritti…
tgcom24.mediaset.it
Annunci