DI STEFANIA DE MICHELE

stefania de michele

Lo stadio Sant’Elia palpita come avesse un cuore solo. “C’è solo un capitano”, si alza nitido il coro dalla curva a zittire il maestrale. I sardi, si sa, sono meteoropatici, ma oggi no, tutti allo stadio. Bisogna salutare Daniele Conti, gladiatore di Nettuno, arrivato in Sardegna a 19 anni e mai andato via: 16 anni col Cagliari Calcio, la maglia rossoblù e la fascia di capitano cucite addosso. Nessuno mai come lui: 464 partite al servizio del club cagliaritano, più di quelle giocate da un’altra mezzala molto amata, il brasiliano Claudio Olinto de Carvalho detto Nenè, uomo scudetto con ‘Rombo di Tuono’ Gigi Riva (1970). Il 31 maggio 2015 Conti aveva salutato il Cagliari tra le lacrime: andar via al termine di una stagione fallimentare, culminata con la retrocessione, fa male. Con l’Udinese l’ultima partita in serie A: non se lo meritava il metronomo di centrocampo, il ragazzo introverso che negli anni si è caricato la squadra sulle spalle. Lo sa, il presidente Tommaso Giulini, che in un anno semina, raccoglie e non dimentica. La premiazione del Cagliari neopromosso, alla presenza del presidente della Lega B, Andrea Abodi, precede la festa: tutti in campo, vecchi e nuovi, per abbracciare Daniele. Perché la vita da mediano sa essere generosa con chi non abbandona la maglia, anche quando ce ne sono altre meno logore offerte dai tanti Lucignolo del calcio. Una casacca indossata, per l’occasione, per una sera, anche da papà Bruno, mitico campione del mondo ’82, il fuoriclasse dai piedi fini che trattava la palla ‘come fa un gatto con il gomitolo’ (cit. Gianni Brera). Daniele è diverso: meno estro e più applicazione, un vero pilastro davanti alla difesa, pronto a difendere e ripartire. Uno o due tocchi e la squadra gira che è una bellezza col playmaker romano. Ma il Conti day è solo festa e occhi lucidi, si gioca e si stravolgono le regole: la squadra neopromossa schiera in campo anche il tecnico Rastelli, attaccante e goleador ritrovato, mentre il presidente Giulini si sistema in panchina. “Mica pensavo, è ancora in forma mister Rastelli”, scherza Edy Reja sull’altra panchina, quella degli amici di Conti. Ha lasciato la bergamasca per ricordare, insieme a Daniele, la stagione della promozione del Cagliari in serie A (2003/2004): allora c’erano Magic Box Zola, Esposito, Langella, Suazo. E l’immancabile Daniele Conti. Parte dalla panchina il tecnico scudettato e fresco di vittoria in Coppa Italia con la Juventus, Massimiliano Allegri. Qualche minuto lo gioca anche lui, per ricordare i bei tempi di quando, agli inizi degli anni 90, aveva disputato la Coppa UEFA col Cagliari. Ed è soprattutto da Cagliari che parte la sua folgorante carriera di allenatore: dalla terza categoria (promozione in B col Sassuolo) alla serie A di Massimo Cellino, un ingaggio da 350.000 euro nel 2008 e tanta voglia di sfondare. Ad aiutarlo a fare bene è stato anche il capitano Daniele Conti e Allegri, per lui, solo per lui, torna ad indossare gli scarpini. Sono tanti i campioni di ieri e di oggi che scaldano la serata. Forse con l’intimo sogno che un giorno, a giochi terminati, ci siano – anche per l’oro – una città e una tifoseria a portarli nel cuore. Qualcuno arriva dall’altra parte del mondo, come Pepe Herrera. Chi non riesce a raggiungere l’isola manda un video messaggio: Francescoli, Nainggolan, Astori. La partita finisce sul 5-5. Segna anche Bruno junior, figlio di Daniele e nipote di Bruno, piccolo talento del vivaio cagliaritano. Tre generazioni di sportivi in campo e il pathos si impenna perché, come disse Pier Paolo Pasolini il calcio, quello vero, che incarna i valori della competizione sana, è ‘l’ultima rappresentazione sacra dei nostri tempi’.

Foto Enrico Locci /LaPresse23 05 2016 Cagliari - ItaliaSport CalcioConti DayEvento "Conti Day" , festa per la partita di addio al calcio giocato di Daniele Conti Nella foto: conti daniele con il padre brunoEvent "Conti Day", celebrating the farewell game to the football player Daniele ContiIn the picture: conti daniele and the father bruno

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