DI LUCA SOLDI
luca soldi

Mentre Renzi pensa solo alle grandi opere ( per quella che considera la “sua” città ) , Firenze, nel suo cuore più antico, sprofonda per il dissesto e la parziale manutenzione della rete idrica.
Il suo alter ego, l’attuale sindaco Nardella non riesce altro che cercare di distogliere l’attenzione dei media che sono arrivati da tutto il mondo per promettere che i colpevoli saranno puniti.
Mentre la città patrimonio mondiale di bellezza rischia di affondare per le troppe disattenzioni.
Il risultato di questa mancata attenzione e’ un evento del tutto eccezionale ma sintomatico di una situazione preoccupante.
Il risultato e’ stata città senz’acqua, i comuni, fra cui Prato, vicini con gravi difficoltà d’approvvigionamento, ma soprattutto una voragine di duecento metri, a due passi dal Ponte Vecchio, dagli Uffizi.
Le immagini, non rendono bene la gravita’ di quanto e’ successo.
Le auto sprofondate sono finite a una decina di metri del piano stradale e la spalletta che divide dall’Arno e’ rimasta miracolosamente in piedi.
Anche se i segnali di un possibile pericolo erano presenti già dalla serata d’ieri, resta facile capire cosa sarebbe accaduto se lo smottamento fosse avvenuto, improvvisamente, in qualsiasi ora del giorno, con il viavai di traffico e turisti a piedi.
Una voragine di duecento metri per sette di larghezza si è aperta sul Lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie, in pieno centro a Firenze. Il cedimento è avvenuto attorno alle 6.30 e ha coinvolto una ventina di auto che erano parcheggiate in sosta. Il movimento di assestamento sembra che sia continuato per tutta la mattina. Poi intorno alle 11, poi, un nuovo crollo di circa dieci metri del manto stradale ha allargato la voragine. La procura ha doverosamente aperto un’inchiesta. Due palazzi sono stati evacuati mentre controlli sono stati fatti su altri 4-5 edifici tra la voragine e Ponte Vecchio. Non risulterebbero perone ferite, ma oltre ai danni, in città monta tanta preoccupazione per la situazione della rete idrica fiorentina.
A provocare il cedimento sarebbe stata la coincidenza di più fuoriuscite ad una importante condotta dell’acqua: il primo avvenuto nella notte, il secondo quello che ha provocato il crollo del tratto di Lungarno, alle 6.30 di questa mattina. La rottura più grave ha causato anche l’allagamento della voragine, sommergendo in parte le vetture cadute all’interno. L’acqua è stata poi asciugata con le idrovere dai vigili del fuoco intervenuti sul posto con la polizia e la municipale. Il Lungarno è stato chiuso al traffico ed il disagio ha coinvolto la città, comprese anche scuole ed ospedali. Migliaia di famiglie sono rimaste senz’acqua e sono stati mobilitati i volontari della Protezione civile per portare da bere ai bambini delle scuole della zona.
I residenti protestavano da giorni per ripetute perdite ed ieri sera c’era stato un vero e proprio allagamento della sede stradale.
Il sindaco Nardella dicendo che “Firenze e’ sicura” ed i “colpevoli pagheranno”, ha cercato di non diffondere panico e preoccupazione ma le proteste hanno evidenziato che il sistema dei lavori di manutenzione sembrano più “cerotti” che vere operazioni di riqualificazione e sistemazione.
Fra tutte le proteste quella più marcata e’ stata quella del cantante Piero Pelu che ha raccolto i consensi di tanti fiorentini e non: «Dissesto idrogeologico nel cuore di Firenze a Ponte Vecchio, la merce di scambio preferita del renzismo più becero. Ma tanto a Firenze buca più buca meno…». Così Pelu ha attaccato con un post su Facebook l’amministrazione fiorentina, il sindaco attuale, Dario Nardella e soprattutto il premier ed ex primo cittadino del capoluogo toscano, Matteo Renzi.
Duro il M5S che ha denunciato: “Il crollo di Lungarno alza il sipario sulla criminale gestione della risorsa idrica a Firenze di cui Renzi si è fatto promotore e che Nardella sta proseguendo”, commentano i deputati della commissione Ambiente del M5s. “Publiacqua – l’azienda che ha la gestione della rete idrica, sottolinea dal movimento – ha sempre giustificato il costo esorbitante delle bollette dell’acqua, ben 402 euro a famiglia nel 2015, l’ottava città più cara d’Italia, con l’enorme mole di investimenti sulla rete, 50 euro a utente l’anno, contro una media nazionale di 27 euro. Le bugie hanno le gambe corte. E le voragini. Il danno per Firenze è incalcolabile”.
Ora “non ci venissero a raccontare che questo disastro è frutto di una rottura notturna della tubazione. Le perdite erano riscontrate da tempo. Una rottura del genere non può e non deve creare una voragine di 200 metri nel centro di Firenze. In attesa di conoscere le responsabilità, sottolineiamo però che vogliamo sapere come sono stati investiti i soldi del gestore – sottolinea Alfonso Bonafede, deputato fiorentino M5S – è un colabrodo”.

foto di Luca Soldi.
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