DI ENNIO REMONDINO

Il Paese più corrotto al mondo? Messico? I Paesi latinoamericani, africani, il Medio Oriente, all’Italia? No. Il Paese più corrotto è l’Inghilterra, non per i sui amministratori che rubano, ma per il sistema economico che si alimenta di corruzione. IL dato, dall’intervento di Roberto Saviano al Parlamento britannico su invito del parlamentare laburista David Lammy, ex ministro dell’Università

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Nel 2015 la National Crime Agency ci ha detto che “ogni anno centinaia di miliardi di dollari di provenienza criminale quasi sicuramente continuano ad essere riciclati attraverso le banche del Regno Unito e le loro filiali”.
In un documento pubblicato da Transparency Uk a marzo del 2015 sul mercato immobiliare londinese come rifugio di capitali segreti e soldi sporchi, si parlava di soldi provenienti dalla corruzione. Non viene mai citata la parola mafia perché in Inghilterra la mafia non si vede e non si sente.
A Londra la mafia esiste ma è silenziosa, agisce nell’ombra. Non ha l’odore acre del sangue -dice Saviano- ma quello rassicurante dei soldi.

Il problema delle organizzazioni criminali non è fare soldi, ma riciclarli. E nel Regno Unito, secondo le stime di associazioni non-governative, vengono riciclati 57 miliardi di sterline, 74 miliardi di euro.

La City di Londra, insieme a Wall Street, è la più grande lavanderia al mondo di denaro sporco del narcotraffico. Londra è un sistema finanziario internazionale da cui passano transazioni da tutto il mondo per il valore di bilioni di sterline ogni anno e offre i servizi finanziari più ricercati.

Il sistema offshore. Molti capitali internazionali che passano attraverso le dipendenze della Corona Britannica (come Jersey) e i territori d’Oltremare (come le Isole Cayman) -paradisi fiscali per eccellenza- vengono poi incanalate verso le banche della City e quando arrivano a Londra sono già stati ripuliti anche se originariamente erano sporchi.

Nel 2013 uno studio basato su inchieste del Centro di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano, il Transcrime, tutte le principali mafie italiane sono presenti nel Regno Unito con i loro affari.

Uno studio di Transparency International del 2015 ha contato 36.342 immobili in un’area di 6 km quadrati a Londra di proprietà di società di copertura.
Mentre il 75% degli immobili attualmente sotto indagine nel Regno Unito per reati legati alla corruzione sono registrati in paradisi fiscali.
A Londra il 90% degli immobili di proprietà di società straniere sono di società registrate in paradisi fiscali.

L’inchiesta del Guardian sul grattacielo residenziale più alto di Londra, il St George Wharf Tower, un grissino di cemento di 50 piani dove i 214 appartamenti di lusso sono perlopiù intestati a magnati stranieri quando non posseduti da società offshore.
Una torre con tutti gli optional che rimane vuota per la gran parte dell’anno, mentre la maggior parte dei londinesi non riesce più a trovare un affitto accettabile.
Le case non servono per essere abitate, ma per fungere da casseforti di cemento, che custodiscono denaro, spesso riciclato.

Londra shopping della mafia e la City lavanderia del narcotraffico

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