DI CLAUDIA BALDINI

claudia baldini

“Anche Berlinguer voleva il monocameralismo come noi”
1981 :“Materiali e proposte per un programma di politica economico-sociale e digoverno dell’economia”, era prevista anche la soppressione del Senato. Materiali e proposte , ecco, studi.
Nel 1986 , due anni dopo la morte drammatica di Berlinguer , Alessandro Natta segretario del PCI e altri (tra cui Zangheri e Ingrao) presentarono in Parlamento la proposta di legge n. 4115 “Riforma del Parlamento ed istituzione di una Camera unica”, soprattutto in antitesi con il risultato della commissione Bozzi sulle riforme. Era il tempo di Craxi e di De Mita, di riforme costituzionali si discuteva, ma una cosa era chiara al PCI monocameralista: il sistema elettorale proporzionale non si toccava.
Vediamo un po’ quali erano i punti di quella bella proposta:
1. Già formalmente, negli anni ’80, si era approdati al monocameralismo, ma è vergognosamente falso richiamarsi a quella proposta per giustificare la riforma Renzi, che è un presidenzialismo di fatto, con la concentrazione di tutti i poteri in una Camera dei deputati eletta con un sistema fortemente maggioritario e a dominanza del Capo del Governo.
2. Il PCI propose, come si è detto, la soppressione del Senato ma tenendo fermo il Parlamento eletto in modo proporzionale e “senza nominati”. Giusta o sbagliata che fosse questa posizione “proporzionalista”, essa era però fortemente radicata nel PCI. Il PCI infatti ambiva a costruire un’alternativa democratica senza forzature maggioritarie, e in un Parlamento rappresentativo della sua notevole forza elettorale.
Mai e poi mai il PCI, e men che mai il PCI di Berlinguer, si è espresso per un sistema sostanzialmente presidenziale. Il PCI non truccava le carte, il “giocatore di poker” allora, era Craxi.
3. Infine, il PCI è sempre stato a favore di un Parlamento forte, mai prono al governo (che pure si voleva anch’esso rafforzato), perché aveva una sensibilità costituzionale da far invidia ai liberali più convinti. Nelle sue proposte il PCI ha sempre coltivato la distinzione tra esecutivo e legislativo, ha sempre sostenuto il pluralismo istituzionale e il valore delle autonomie, a un certo punto diventando il più convinto difensore del regionalismo. Pensate un po’.
Nessuna traccia di queste idee c’è nella riforma costituzionale di Renzi. Nessuna. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire e se non crede , vada a leggere la proposta di legge del 1986, e la relazione che l’accompagna. Anche quelli che non sono stati comunisti capiranno che quella proposta con questa destra di governo, con la sua ‘riforma’, non è nemmeno lontana parente
Intanto, il PCI un “senatuccolo” da dopolavoro ferroviario non l’ha mai proposto. Poi, il PCI teneva in considerazione le preoccupazioni dei “bicameralisti”, cioè i rischi di colpi di mano nella Camera unica, cosicché il suo monocameralismo non solo non metteva in discussione la composizione proporzionale del Parlamento, ma era intriso di contrappesi, prima di tutto mediante quella “seconda lettura” delle leggi, prevista sia per garantire l’insorgenza di un ripensamento delle decisioni, sia per consentire alle minoranze di attivare, nell’intervallo tra la prima e la seconda deliberazione, “processi di partecipazione e di coinvolgimento dell’opinione pubblica”. Capito?
Il PCI spiegava che il monocameralismo era una soluzione affidabile, poiché ormai la legislazione non era solo nelle mani dello Stato ma anche delle Regioni ad evitare la concentrazione del potere; e poi c’era una attiva presenza della Corte Costituzionale, c’era un consolidato sistema di garanzie per i diritti di libertà dei singoli e delle formazioni sociali, l’indipendenza e l’autorevolezza del potere giudiziario non era in discussione. Ed ora si tolgono poteri alle regioni.
E voglio anche dire una cosa sacrosanta: c’erano soprattutto le idee politiche delle principali forze democratiche che garantivano il confronto nell’ambito della correttezza costituzionale. Cosa che ora tranne la vera sinistra non esiste, causa ignoranza della Storia e qualunquismo politico.
Dunque, il monocameralismo per il PCI rappresentava una linea di rafforzamento del Parlamento e del Governo, nell’ambito completo, della forza parlamentare e del principio proporzionalista. La proposta del PCI portava i parlamentari a 420.
E poi, scusate, come mai non avete riproposto quel che diceva il PCI sulle riforme costituzionali ed elettorali? Come mai vi siete dimenticati di mostrare le vostre presunte fedeltà al momento dell’Italicum?
Siete solo dei manigoldi , infanghereste anche vostra madre per vincere. Ma lasciate stare gli onesti e i competenti.
Non nominate il nome di Berlinguer invano
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