DI GLORIA GALLUZZI
gloria galluzzi
Una vera e propria gaffe è stata pubblicata da Luana Velliscig sul suo profilo Facebook: è la responsabile del casting della nuova serie di Francesca Archibugi “Romanzo familiare” in cantiere per la Rai.
“Sei un giovane  costretto su una sedie a rotelle, hai qualche altra disabilità, sei nano? Hai buone probabilità per entrare nel mondo delle fiction Rai. A patto che questa diversità sappia trasmettere tenerezza”. Per quella frase choc Luana Velliscig, è stata licenziata. E da Francesca Archibugi sono arrivate le scuse: «Mi vergogno tantissimo, hanno tutti ragione, né io né la produzione sapevamo niente di questo annuncio. Lo ripeto: mi vergogno e questa è l’unica cosa che posso dire». Anche la società di produzione Wildside «chiede scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dall’annuncio». E aggiunge: «Il linguaggio gravemente inopportuno e offensivo utilizzato non è stato in alcun modo approvato da noi». Anche la Rai non era a conoscenza dell’annuncio.
All”inizio dell’anno un episodio simile aveva suscitato dichiarazioni roventi, si trattava del casting per una delle puntate della trasmissione ‘Ciao Darwin’. Al casting, avvenuto il 12 gennaio scorso, proprio presso la stessa Film Commission Torino Piemonte in vista della messa in onda, tra le tipologie richieste per i candidati a partecipare al programma di Canale 5 condotto da Paolo Bonolis erano state inserite “persone contrarie all’integrazione degli stranieri in Italia” e “persone contro i diritti delle unioni gay”. Alla notizia dell’annuncio, l’assessore all’Immigrazione e alle Pari Opportunità, Monica Cerutti diramò un comunicato durissimo in cui lamentava che un casting “per cercare omofobi e razzisti”.
Le scuse della Film Commission non tardarono ad arrivare: “Abbiamo ospitato diverse volte il casting organizzato dalla redazione di ‘Ciao Darwin’ confidando nella professionalità e correttezza finora dimostrata e nella mancanza totale, finora, di riferimenti a “concorrenti” chiamati a esprimere opinioni su argomenti sociali e politici. Nella velocità del lavoro quotidiano, ha mancato in quest’ultimo casting di notare tra le varie ‘tipologie’ di concorrenti quelle indicate. Ci spiace molto, poiché Film Commission nel suo lavoro riconosce al cinema e alla televisione un ruolo sociale e culturale”. Peccato che, a distanza di quattro mesi, la stessa Film Commission sembra essere tornata ad inciampare tra le polemiche.

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