DI SUSANNA SCHIMPERNA
susanna schimperna
Si tratta di ripensare e rivedere il sistema e non correre dietro solo alla “produzione”, magari di beni assolutamente inutili, che non fanno che spolpare ancora di più il pianeta e impoverire tutti eccetto pochissimi.
Attenzione, io non voglio una società povera. La voglio ricca, invece.
Voglio una società in cui torni ad essere un valore il lavoro artigianale, splendido e duraturo. In cui i mobili siano pezzi unici. In cui trionfino la bellezza, le capacità, l’individuo.
Ma ce l’abbiamo ancora o no, il gusto per le cose belle? Sappiamo riconoscere ancora o no, la differenza tra un oggetto che non vale nulla e uno che è stato fatto con passione, creatività, cura?
È da qui che dobbiamo partire. Dalle fondamenta. Perché traballano, e molto. Se non sono già crollate.
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