DI LUCA SOLDI
luca soldi
Anche a Ventimiglia c’è una mascotte nel “campo”, nato spontaneamente che “accoglie” i migranti.
Ha due anni ed arriva con la mamma dall’Eritrea. Il tetto della sua casa e’ il viadotto che tocca la città. L’acqua per bere e lavarsi e’ li, fra i ciottoli del torrente Roya, proprio a due passi. Passato il gelo e le piogge arriva improvviso il calore di questa stagione non troppo regolare. A dargli un pasto la solidarietà i volontari di qualche associazione insieme ad alcuni cittadini di Ventimiglia.
Come lui, ci sono altri essere umani abbandonati, giovani e meno, tutti accatastati in qualche tenda di fortuna.
A testimonianza che il famoso “piano Alfano” responsabile di aver “organizzato”, un mese addietro, la chiusura del centro di accoglienza della stazione e’ stato un fallimento. E che la militarizzazione della città, con “sbandierata” soluzione di fermare e cacciare tutti i ragazzi rimasti a Ventimiglia per i respingimenti francesi, e’ servita ben a poco.
Con lo scorrere dei giorni la realtà e’ venuta fuori, mancando alternative, queste persone, hanno cercato una propria alternativa. Tollerata ed accettata fino ad oggi. Ma tutto ciò non può che aver scatenato una bufera politica iniziata nel preciso momento in cui si sono voluti aprire gli occhi. Si, perché le condizioni di vita, in quel posto non sono umane e le istituzioni nazionali, prefettura e procura, hanno fatto sapere che non può essere l’ordine pubblico il motivo dello sgombero, scaricando, di fatto, la responsabilità sul sindaco Ioculano e chiedendo una sua ordinanza di sgombero per motivi sanitari.
Ma a questo punto il primo cittadini esasperato da proteste, incomprensioni ed inutili passerelle e’ letteralmente sbottato:
“Siamo da capo e ora chiedono a me di prendermi tutta la responsabilità e firmare quell’ordinanza. Se la firmo avrò rimorsi di coscienza, perché questi ragazzi dove vanno? Dove li vogliamo portare? Ma se non lo facessi cosa dico ai miei cittadini esasperati? Il clima in città è teso”.
Da tempo aveva chiesto aiuto al governo e al Pd, facendo appello ai ministri che portano i suoi stessi colori politici. “Ma da giorni, anzi da un anno, rimandano le risposte, si negano, nessuno si prende la responsabilità di lavorare su Ventimiglia. Abbiamo bisogno di aiuto, dobbiamo capire come muoverci, se aprire un nuovo centro di accoglienza. Non possiamo gestire tutto da soli”.
Per questo, lasciato solo da tutti, dopo aver firmato l’ordinanza di sgombero, si e’ autosospeso dal suo partito, il Pd e con lui i consiglieri di maggioranza e tutto il circolo cittadino di Ventimiglia.
Intanto dal governo e dal partito, dal ministro Alfano, ancora silenzio.
foto di Luca Soldi.
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