DI PIO D’EMILIA

PIO D'EMILIA

Settant’anni dopo, un presidente Usa in carica si reca a Hiroshima. Anche se pare che non si scuserà – come sarebbe giusto e doveroso – è comunque un passo avanti, e i cittadini di Hiroshima lo stanno aspettando con rispetto e commozione. Per l’occasione ho ritrovato Chieko Takaoka, una delle sopravvissute della bomba (hibakusha), che l’anno scorso mi ha raccontato l’odissea di lei, bambina, colpita dall’esplosione mentre era in casa da sola e la sua disperata ricerca della madre tra cadaveri e corpi dilaniati. “Più che delle scuse formali, vorremmo da Obama il solenne impegno a non usare mai più questi ordigni micidiali”

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