DI ANTONIO MODAFFARI

Più che una tappa è stato un romanzo. Il primo giorno delle Alpi contiene tante storie, tutte da raccontare, partendo da un presupposto: ci sono tanti vincitori.

Vincenzo Nibali è il vincitore della tappa. Una giornata perfetta, la voglia di non mollare mai e quel pianto liberatorio subito dopo aver dedicato la vittoria con le braccia al cielo (dedica al piccolo Rosario, giovane corridore della sua accademy scomparso tragicamente). Lo abbiamo sempre scritto, indipendentemente da tutto, il pubblico italiano doveva stare vicino a Vincenzo che, ora, è secondo in classifica e potrà provare a prendersi la maglia Rosa.

Il secondo vincitore è Steven Kruijswijk. L’olandese perde il primato, ma dimostra di essere un grande. Solo la sfortuna di una caduta sulla terribile discesa dal Colle dell’Agnello lo manda ko. I segni sul suo corpo sono la prova che i ciclisti sono eroi (un abbraccio a Zakarin costretto al ritiro anche lui per una terrribile caduta che gli ha provocato la rottura della clavicola).

Il terzo vincitore è Esteban Chaves perché si prende la maglia Rosa anche se, sinceramente, lo abbiamo visto un po’ in difficoltà.

E dulcis in fundo Michele Scarponi. Esemplare. Si prende la cima Coppi e si mette con umiltà a disposizione del suo capitano rinunciando al successo personale per rilanciare Vincenzo.

Noi ci abbiamo sempre creduto, continueremo a crederci. Perché il ciclismo è ciclismo!

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