DI SILVIA GARAMBOIS
garambois
– Bonus o non bonus, nascono sempre meno bambini. In primo luogo perché non c’è lavoro, non ci sono soldi, non c’è sicurezza del futuro. Protagonista suo malgrado la generazione ipertecnologica nata negli anni ‘80: sono loro i primi a non fare più figli
Per la prima volta nella storia d’Italia, nel 2015 sono nati meno di mezzo milione di bambini (488mila, per la precisione). Otto nuovi nati ogni mille abitanti.
Non bastano 80 euro a nascituro, e neppure 160 – come ha goffamente rilanciato e subito ritrattato il Governo – a convincere le giovani coppie a “ripopolare” l’Italia: le giovani coppie, infatti, in gran parte continuano ad abitare con le famiglie d’origine, eterni fidanzati a carico di mamme e papà che probabilmente non diventeranno mai nonni.
Perché? Perché non c’è lavoro, non ci sono soldi, non c’è sicurezza del futuro, non c’è tutto quello che la crisi ha cancellato e che da anni ci ripetiamo come in una noiosa litania. Sempre la stessa. Quella crisi che alla generazione “Millenial” – quella ipertecnologica nata negli anni ‘80, con internet, le email, gli sms, youtube, facebook e twitter – in realtà ha rubato un pezzo di vita: sono loro i primi a non fare più figli. Loro e i loro fratelli minori (la generazione della Rete, la chiamano, nativi digitali, iper-connessi).
I maschi sono sempre stati – e sono tutt’ora – quelli che lasciano più tardi la casa di mammà, ma nel 2015 due ragazze trentenni su tre (secondo i dati Istat sono 2milioni e 700mila), abitavano ancora nella casa dei genitori: a parte che fino a qualche tempo fa le avremmo definite “donne” e non “ragazze” (e un tempo addirittura “zitelle”!), ora sono condannate a una gioventù infinita. Il matrimonio in media arriva dopo, c’è da aspettare ancora almeno un paio d’anni.
Perché stupirsi allora se nel passaggio di un solo anno, dal 2014 al 2015, sono nati in Italia 15mila bimbi in meno? Si fanno meno figli e si fanno più tardi, si aspetta che la vita si sia – almeno un po’ – stabilizzata.
Il risultato è il “crac demografico”: nel 2016 tra minori nascite e maggior numero di decessi (di cui molto si è discusso, soprattutto in relazione alle minori cure) ci sono 160mila italiani in meno. Tanti quanti ne conta una città come Rimini, o come Foggia.
Un ben arrivati speciale, dunque, ai primi nati di questo anno: a Filippo, il primo bambino nato a Roma nel 2016 , con mamma e papà peruviani; a Rida, nato a Padova da genitori marocchini; a Hector, nato ad Arezzo e figlio di genitori cubani; a Ydeal nato a Brescia e ad Andrea, nato a Savona, entrambi da genitori albanesi. La storia d’Italia adesso ha anche i loro nomi.

 

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