DI VANNI ZAGNOLI
vanni zagnoli
Reggio Emilia
E’ la terza Champions league dell’Olympique Lione, dopo la doppietta del 2011 e ’12. Strameritata, ma ai rigori.
C’è lo stato maggiore dell’Uefa, della Figc, tutto rigorosamente offlimits, a parte per gli sponsor e i politici e gli invitati. L’organizzatore Rosetti invita i migliori arbitri di oggi (Rizzoli) e ieri, compreso il designatore Collina. C’è il Mapei gremito con un colpo d’occhio da Europa league, con bambini e tamburi.
Sul campo, a sorpresa, prevalgono le francesi ma con merito. Segnano presto, con Ada Hegerberg, destro secco in area su cross dalla destra. Controllano, avvicinando il raddoppio con belle triangolazioni, Necib avvicina il palo. Le tedesche giocano solo in orizzontale, chiudono con il 4-2-4 ma senza velocità, così Bouhaddi non compie parate. La doppietta del ’13 e ’14 faceva ipotizzare il tris di trofei, tantopiù dopo il 6-0 nei quarti al Brescia ora campione d’Italia.
Il 4-2-3-1 lionese piace, spicca la giapponese Kumagai. Quando la festa è pronta, Popp pareggia di testa sfruttando il cross da sinistra della belga Wullaert. A inizio supplementare due occasioni clamorose per le tedesche, con salvataggio di M’Boch Bathy vicino alla linea.
Ai rigori, Schult para su Hagerberg, ma è Bouhaddi (in copertina) a intercettarne due e a cambiare la storia del match. Le biancoverdi restano con due trofei in bacheca. Resta la grande festa di sport, con due tricolori in curva, tanto viola nei loghi. E fra due la Champions vera, a Milano. Questa serata è stata da 7,5, per le emozioni.
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