DI GIANFRANCO ISETTA

gianfranco isetta

Si porta via qualcosa del fogliame,
accumulato come una memoria,
e lo conduce senza alcun programma
fino a incontrare l’insperato appiglio
di un vecchio ramo nudo di speranze.
È un leggero respiro quotidiano
che spinge verso la parete bianca
dove l’attende quella breccia aperta
che s’intravede, se allunghi una mano.

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