DI UMBERTO SAMMARINI

Umberto Sammarini

A S.Siro, tirato a lucido, si è giocata la finale di Champions tra Atletico e Real. Le ostilità si aprono dopo che Bocelli ha intonato la colonna sonora de Il gladiatore. I primi venti minuti vedono un Real stranamente aggressivo e un Atletico che fatica a contenere, snaturando di fatto il suo gioco. Ramos porta in vantaggio i blancos, con un gol in fuorigioco, i Colchoneros accusano il colpo. La partita si trascina stancamente fino alla fine del primo tempo. Simeone inserisce Carrasco, in pochi minuti succede di tutto, Pepe stende Torres, rigore netto. Griezmann spara sulla traversa, graziando il Real. Le squadre si allungano, nel momento migliore dei blancos con Ronaldo che si mangia il raddoppio, Carrasco pareggia. Si va ai supplementari. I trenta minuti finali si trascinano stancamente, con i giocatori preda della stanchezza e dei crampi, nonostante tutto, nel finale il Real va vicino al vantaggio. È tutto affidato alla roulette dei rigori, incubo dei portieri. Con cinque rigori a tre, il Real vince la sua undicesima coppa dalle grandi orecchie. I migliori in campo: Gabi per i Colchoneros, Ramos per i Blancos
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