DI GIORGIO MAURI

giorgio mauri

L’articolo di Francesco Erspamer (Ciò che non siamo: voragini e renzismo) è ricco di pathos, largamente condiviso, e denuncia tristi verità di malgoverno da parte del sistema dei partiti, ma l’attacco a Renzi suona un pò eccessivo.
La denuncia ossessiva delle malefatte del “nemico” ha lo svantaggio di renderlo “vittima”, e di favorire il ritorno di un colpo di frusta che ribalta la situazione a suo vantaggio (in questo Berlusconi docet).
Inoltre la voragine sul lungarno è da trattare con molta cautela, visto che tocca un argomento molto delicato, quella gestione delle acque, su cui proprio il governo Renzi sta cercando di ribaltare la volontà espressa dal referendum con un secco 96%.
Io faccio un’altra lettura di quell’evento, che e si rifà al “GUFI” di Renzi, parola che ha sempre in bocca con il sorriso derisorio di chi appartiene ad una razza superiore, e alla cultura orientale, che considera qualsiasi accadimento una importante informazione sulla realtà.
La città di Renzi che sprofonda per centinaia di metri ci pone di fronte l’immagine di un disfacimento che suona come un monito preciso: TOGLIETE DALLE MANI DI RENZI E DEI SUOI UOMINI (qui NARDELLA) L’ITALIA, ALTRIMENTI SARÀ RIDOTTA COME QUESTA FIRENZE.
Continuo a pensare che Renzi porti male. La vicenda Boschi e Banca Etruria poteva anche non accadere, e invece ha inchiodato l’alter ego renziano a squallidi episodi (rubare la borsa a una vecchietta è il furto più meschino che si possa immaginare).
Tra professionisti del gioco vige una regola: mai essere superstiziosi, ma nemmeno rischiare inutilmente. Quindi dei 60 milioni di italiani prendiamo qualcuno meno “sfigato”.

13265934_1346349462075057_8884712040162712075_n

Annunci