DI FLAVIA PERINA

flavia perina

Mette tristezza sull’online di Repubblica e persino sul Post, che solitamente è preciso, leggere le biografie di Giorgio Albertazzi che stemperano in giri di parole la sua adesione alla Rsi e la sua scarcerazione grazie all’amnistia Togliatti. La storia è storia. Egli si arruolò lì. E lo spiegò più volte. «Per chi come me leggeva Salgari e l’Avventuroso, era cresciuto nel mito di Baracca e di D’Annunzio, dei trasvolatori dell’Atlantico e dei calciatori bicampioni del mondo, il fellone era Badoglio che scappava». Spiegò anche che le stesse cose che lo impegnarono allora, «l’anticlericalismo, l’idea sociale della Carta del lavoro e della partecipazione dei lavoratori agli utili delle aziende, l’istinto dell’anarchia e della libertà» nel dopoguerra «mi spinsero a impegnarmi con la sinistra». La storia è storia. E quella italiana è complicata. Spiegarla forse non si può, ma raccontarla bene sì.
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