• DI MARIO VACIRCA

    Qualche giorno fa, per la prima volta nella storia, un Presidente americano ha visitato la città di Hiroshima, a quasi 71 anni da quel 6 agosto 1945, quando l’Enola Gay sganciò Little Boy, la prima bomba atomica utilizzata in guerra, e rase al suolo la città. Già Nixon e Carter si erano recati in visita alla città, ma il primo non era ancora presidente ed il secondo aveva già cessato il suo mandato, sicchè la visita di Obama può definirsi davvero storica. Ora tralasciando le parole dette da Obama durante la visita, peraltro abbastanza ovvie, come ad esempio la necessità di non utilizzare più gli ordigni nucleari come armi di distruzione di massa e quelle non dette, come le scuse alla città, sulla opportunità delle quali ognuno ha la propria opinione, il ricordo di quel giorno riporta alla luce, oltre all’orrore ed alla distruzione, anche le storie private dei sopravvissuti. E questa è forse la storia più incredibile di quei giorni dell’agosto del ’45. Tsutomu Yamaguchi era un ingegnere della Mitsubishi, esperto nella costruzione di petroliere, e quel giorno si trovava in trasferta a Hiroshima per conto della sua società. Era appena sceso dal tram per prendere il treno e tornare nella sua città quando Little Boy esplose. Sebbene riportasse ferite gravi, ustioni, cecità temporanea e sordità (di cui soffrirà per il resto della sua vita) sopravvisse allo scoppio. La notte la passò in un rifugio presso Hiroshima, dove venne curato, ed il giorno dopo, pur con tutte le difficoltà di quella situazione, si avviò verso il suo paese. Egli vide la distruzione di Hiroshima, e di questo stava parlando con i suoi capi, che peraltro sembra lo prendessero per pazzo (non credendo possibile che un solo ordigno fosse in grado di radere al suolo un intera città), il giorno 9 agosto, una volta tornato nella fabbrica presso la sua città natale. Però, e qui la storia diventa incredibile, la sua città natale era Nagasaki. Ed infatti verso le 11 di quel 9 agosto, mentre cercava di vincere l’incredulità dei suoi capi fu nuovamente sbalzato per terra. Fat Man era appena esplosa nel cielo di Nagasaki distruggendola. Yamaguchi, però, sopravvisse anche alla seconda atomica americana! E’ l’unico hibakusha (in giapponese sopravvissuto, anche se una traduzione più corretta sarebbe persona affetta dall’esplosione) presente sia a Hiroshima che a Nagasaki. Per quanto incredibile possa sembrare Yamaguchi morì solo nel 2010, a quasi 94 anni, per un cancro allo stomaco, sebbene per tutta la vita dovette combattere con le conseguenze dell’esplosione dei due ordigni nucleari. Nella sua storia vi è pure un episodio curioso legato alla burocrazia giapponese (anche se sembra molto quella italiana, a dire il vero). Egli era riconosciuto dal Governo giapponese come sopravvissuto ad entrambi gli ordigni, il che gli dava alcuni vantaggi come un’indennità mensile, controlli medici ed il funerale gratuito; però qualche burocrate gli fece notare che avere il doppio status non aumentava i vantaggi ma complicava le procedure, perciò gli fu tolto lo status di sopravvissuto ad Hiroshima, rimanendogli quello per la bomba di Nagasaki. Ma egli volle che gli si riconoscesse il doppio status ed alla fine ottenne il documento ufficiale. Egli è l’unico ad essere riconosciuto come hibakusha ad entrambe le esplosioni. Questa è l’incredibile storia del signor Tsutomu Yamaguchi, l’uomo più sfortunato o più fortunato del mondo ( a seconda di come la si veda), o forse il risultato più incredibile della follia umana. Per tutta la sua vita, o forse sarebbe più corretto dire, per tutta la sua seconda vita fu un attivista antinucleare, e lottò per la messa al bando delle armi nucleari; chissà se dopo 71 anni, con la storica visita di Obama ad Hiroshima sia stato fatto un passo importante in questa direzione. Se ciò avverrà davvero peccato che egli non possa essere presente, ne sarebbe contento, per se e per il resto dell’umanità, perchè come ebbe a dire “La ragione per cui odio le bombe nucleari è per ciò che fanno alla dignità degli esseri umani”.

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