DI LUCA SOLDI

luca soldi

Quanto e’ bello il Ttip, bello e trasparente, dice il Ministro Carlo Calenda.Sul bello non ci sono dubbi che lui abbia certezze, meraviglierebbe il contrario. Peccato che tutto il bengodi che ci arriverebbe, sarebbe per la maggior parte a favore delle grandi multinazionali statunitensi che avrebbero facile gioco sui nostri prodotti.
Multinazionali che potrebbero liberamente utilizzare le nostre tipicità a proprio piacimento.
Che avrebbero facile gioco nei contenziosi arbitrali grazie al peso del proprio apparato lobbistico e legale.
E tutto questo mentre la nuova sbandierata trasparenza fa acqua da tutte le parti.
Calenda, fresco di nomina, ha voluto far sentire subito il suo peso, rendendo trasparenti le centinaia di norme, leggi e cavilli che sono le fondamenta del trattato ancora in discussione.
Peccato la liberalizzazione sia solo formale perché a leggere poteranno essere solo i parlamentari che armati solo del dizionario dall’inglese potranno aprire i “tomi”, solo per un’ora, senza copiare, fotocopiare, sorvegliati a vista.
Anche gli appunti saranno limitati, non si potrà trascrivere i testi, o parte di essi, ma solo riscrivere la propria interpretazione.
Banditi cellulari, computer, tablet o registratori vocali, l’aguzzino di guardia avrà la facoltà di stigmatizzare, proibire e sequestrare ogni oggetto che possa permettere di portare all’esterno le certezze scritte sulla documentazione.
Poi quando tutto diventerà ufficiale sarà un’altra storia e tutti potremo godere del Ttip.
Ma forse allora sarà troppo tardi.
foto di Luca Soldi.
foto di Luca Soldi.
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