DI ANNA LISA MINUTILLO
annalisa minutillo
Giunta nel porto di Reggio Calabria la nave militare “Vega” con a bordo 629 migranti e 45 corpi recuperati in mare dopo l’ennesimo naufragio avvenuto al largo della Libia. I cadaveri raccolti in mare appartengono a 36 donne, sei uomini e tre minori con età che vanno da sei mesi a due anni. Tra i sopravvissuti ci sono 419 uomini, 138 donne e 72 minori di varia nazionalità.
Dei migranti arrivati in Calabria, provenienti da Pakistan, Libia, Senegal Eritrea, Nigeria, Siria, Marocco e Somalia, 155 provengono dal barcone che si è rovesciato al largo delle coste della Libia. Le loro condizioni fisiche sono ritenute discrete. Si segnalano delle ferite dovute a quella drammatica circostanza e stati d’ansia per la perdita di propri cari. Dodici sono le donne in gravidanza ci cui tre all’ottavo mese. Sarebbero stati diagnosticati anche alcuni casi di scabbia.
Le operazioni di sbarco sono coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria e vedono la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Reggio, delle forze di polizia, dell’Azienda sanitaria e ospedaliera e del 118, le associazioni di volontariato e degli organismi umanitari. Le salme, saranno trasferite su alcuni mezzi appositi messi a disposizione dalla Croce Rossa Italiana, sbarcheranno per ultime.
Intanto la polizia di Ragusa ha fermato quattro presunti scafisti (fra cui un minorenne ), responsabili delle tre imbarcazioni cariche di altri 699 migranti salpati dalla Libia. Uno di loro è indagato anche per la morte come conseguenza del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di oltre 400 migranti affondati insieme a un barcone.
Secondo quanto ricostruito lo scafista conduceva un barcone con 500 migranti a bordo e ne trainava un altro con altri 500. Il peschereccio trainato ha, dapprima imbarcato acqua e poi è affondato con 300 migranti in stiva e 200 caduti in mare. Soccorsi solo in 90, degli altri non si hanno notizie.
foto di Anna Lisa Minutillo.
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