DI PINO APRILE
pino aprile
Sembra un piccolo fatto che docenti e ricercatori universitari abbiano dovuto fare una colletta (oggi si dice crowdfunding), per poter smentire le puttanate che questo governo, come i precedenti governi Letta, Monti, Lega-Berlusconi, spaccia sull’università e la scuola italiana, senza che un giornalista, un rettore magnifico osino svergognare i ministeriali propalatori di menzogne.
Solo uno studente coraggioso di Catania, Alessio Grancagnolo (uno dei migliori politici italiani, dei più seri, e come tale escluso dalla maggioranza di governo, essendo, oltretutto, incensurato) ha detto dinanzi all’etruriana ministra Boschi e al rettore dell’Università di Catania, quello che “grandi” giornali italiani e tv di Stato tacciono.
Uno immagina il fascismo, l’imposizione di un regime, come un evento traumatico che si presenti subito riconoscibile nella sua brutta veste e con la sua brutta faccia. Non è così, a meno che non ci sia un colpo di Stato armato. Il fascismo è la somma quotidiana di piccoli atti di vigliaccheria e opportunismo, sempre più numerosi, sempre più squalificanti, sempre più diffusi. Sino a che si entra nell’ordine delle idee che quello è il modo, il sistema, la norma. Così è il mondo. E valga con quei metodi e quei mezzi confrontarsi per acquisire ruolo e peso nelle gerarchie della comunità.
Così, non si obietta alle bugie del padrone; non si fanno domande che possano indispettire; vince chi si mostra più prono (visto le ultime nomine Rai? Visto che erano “giuste”?), che avrà il compito di tenere a bada quanti intendessero adottare comportamenti meno duttili. A che serve? Vuoi fare l’eroe? E poi? Al paese commenteranno che quell’altro, messer tappetino, ora fa il vicedirettore, viene a trovare mammà con la macchina con autista e tu, che passavi per quello intelligente, in gamba, te la sfanghi a stento, giustificando i tuoi mancati successi con la coerenza, la dignità, la professione… Ma se persino i Gerardo Greco, i Fabio Fazio, i Massimo Giletti, come i Bruno Vespa, le Lucia Annunziata! Capito? Chi sei tu per? Salvi due grammi di decenza e sottrai a te stesso e ai tuoi figli agi e possibilità che quegli altri si procurano con domande che si potrebbero riassumere, più o meno, con: «Eccellenza, perché quelli che non sono d’accordo con lei sono scemi o sono cattivi?».
Il fascismo, qualunque sia il suo colore, è un “ma sì, a che serve!” in più ogni giorno. E quando sono tanti, la gara è al ribasso: il servizio migliore, al prezzo più piccolo. E la società intera cambia, si adegua, si immignottisce.
Il libro di Ganfranco Viesti (Università in declino) avrebbe dovuto far urlare di terrore un Paese, per la fine che fa l’istruzione (non farà, fa: è già iniziata alla grande la demolizione del diritto allo studio e la cancellazione di tale diritto al Sud e in parte del Nord). Un disastro epocale dimostrato con dati, documenti e assoluta, scientifica pacatezza. E tutti zitti. Non un giornale che ne parli indignato, che almeno riassuma l’enormità di quello che sta accadendo.
La ministra Boschi dice che va tutto ben madama la marchesa; il magnifico rettore tenta di tacitare lo studente che la sbugiarda, nel silenzio accademico. Domani, quando questo Paese avrà recuperato un grammo di dignità e coraggio, Alessio Grancagnolo verrà ricordato come il giovane che a Pechino si mise davanti ai carri armati con una busta di plastica. Per essere stato l’unico ad avere coraggio.
E chi, dal mondo dell’università, cerca di sbugiardare l’accozzaglia di peracottari che hanno occupato il Paese, prendendosi il governo per nomina del peggior presidente della Repubblica di sempre, Giorgio Kissinger Napolitano, non avendo alcuna possibilità di far ascoltare la sua voce tramite “la stampa libera” (72mo posto nel mondo, dietro a ex colonie africane, per libertà di informazione), deve quotarsi per farlo a pagamento.
Se vuoi la verità, sotto il fascismo, devi leggere la pubblicità. In un fascismo imperfetto, puoi ancora dirla, ma ti deve costare qualcosa. Per adesso, solo carriera e soldi.
Tanto di cappello a chi ha preso l’iniziativa. Ove volessero replicarla, li prego di avvisarci, in modo da poter prendervi parte, con le forze e i mezzi che abbiamo, e qualche euro. C’è chi con la viltà e la menzogna si fa una posizione (dico quale?) e chi con la verità ci rimette. I primi tornano a casa e, non potendo offrire ai figli un esempio di dignità, gli portano un altro telefonino che costa tanto, il che educherà la prole a vendersi a chi offrirà loro un telefonino più costoso. I secondi, diciamo che non dovrebbero correre questo rischio, con la discendenza. Nulla è sicuro, ma almeno quei figli hanno visto come si fa a riconoscere nello specchio, quando ti lavi i denti, una persona che merita rispetto.
Clicca qui—–> http://www.roars.it/…/crowdfunding-alla-bernie-sanders-per…/
ALESSIO
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