DI CLAUDIA BALDINI

claudia baldini

“Io disturbo Giachetti? Ma va, il nostro popolo non vota i renziani“.  Così risponde Stefano Fassina all’originalissima domanda di tutti i giornalisti. Nota un interesse crescente. Sta girando come una trottola e si vede la stanchezza. ‘‘Stamane p.zza dei Navigatori, poi la Montagnola, volantinaggio davanti a Eataly, poi incontro con gli studenti. Una parte della città si riconosce come identità sociale nel progetto’’, ragiona. “Un pezzo del Pd era uscito con me. Io incontro tanta , tanta gente indecisa che aveva già pensato di non votare nulla. A Roma votano 2 milioni teoricamente , non posso fare stime sulla base dei miei confronti. So che non mi danno tra quelli favoriti al ballottaggio. Però io vado avanti a parlare con la gente. I sondaggi rilevano quelli che hanno già deciso, ma io vedo ancora molta indecisione’’.
A chi lo accusa di disturbare i manovratori Renzi e Grillo, risponde pacifico: ”Non sanno guardare oltre i loro palazzi. Se andassero in mezzo alla gente capirebbero che una parte del popolo di sinistra ha già rotto col PD e non vota o sceglie altro. Disturbo chi non ha preso atto che c’è un vuoto di rappresentanza in politica del lavoro , ambientale, della giustizia sociale”.
E se diventasse sindaco?
Beh la prima cosa da fare è la ristrutturazione del debito del Municipio, costituito in gran parte da un mutuo di 5 miliardi contratto nel 2011 dal Commissario con la Cassa Depositi e Prestiti, con tassi oltre il 5%. Rinegoziare e ristrutturare nel tempo permetterebbe con i tassi odierni di risparmiare 200 milioni. La seconda  è abbassare l’Irpef per i redditi medio-bassi della città e il dimezzamento della Tari per negozi e artigiani in grande difficoltà. La terza, urgente, è la stabilizzazione di oltre 2000 dipendenti nei nidi e scuole materne che rischiano il posto. Ed aiutare con rette più leggere chi non riesce a mandare al nido i bambini. Daremmo così anche una possibilità di accedere ad occasioni lavorative anche precarie per molte donne. Ma adesso non chiedetemi più dei ballottaggi, ora io lavoro per Roma, il 6 giugno vi sarà tutto chiaro”. Speriamo, onorevole Fassina.
foto di Claudia Baldini.
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