DI CARLO PATRIGNANI
carlo patrignani
No, non è possibile, ammissibile nè giustificabile in nessun modo morire strangolate e arse vive, come è capitato purtroppo alla sventurata, bella 22enne Sara.
Va detto con estrema chiarezza e fermezza che non rientra affatto nella normalità una prassi così brutale, crudele e disumana per cui la vita di una ragazza di 22 anni non vale nulla e d’emblèe la si può tranquillamente sopprimere.
Di contro va detto con estrema chiarezza e fermezza che questa prassi di disprezzo totale per la vita degli altri dalla inconfondibile puzza di nazismo rientra invece in quell’orrendo fenomeno della “normalità assassina”, mai preso in considerazione e trattato, al più, come un dato di fatto: fa parte della natura umana, così è sempre stato, in fondo siamo tutti figli di Caino!
No, non è così, è un falso inaudito: come è intollerabile cercare le giustificazioni dello stupro e dell’omicidio della piccola Fortunata di Caivano, portamento provocante, rossetto e smalto, altrettanto lo sarebbe, e lo e’, per Sara, la bella e vitale studentessa della Magliana, strangolata e arsa viva, per un raptus improvviso o per il dolore struggente di una insopportabile separazione?
No, non siamo figli di Caino, non è vero, nè tanto meno la natura umana è sinonimo di malvagità e crudeltà e, diciamolo pure, di pazzia: e se i bambini e le bambine non vanno toccati e toccate, anzi, neanche sfiorati e sfiorate, ma solo amati e amate, così le ragazze e le donne, non sono il demonio e vanno riconosciute nella loro specifica identità.
Dulcis in fundo: tanto tempo fa era di moda la prassi dei roghi dove venivano arsi vivi eretici, Giordano Bruno docet, e streghe perchè non degni di far parte di una “comunità eletta” e quindi vivere: ecco non dovremmo esser ancora a quel tempo!
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