DI ALBERTO TAROZZI
Università degli Studi del Molise
A suscitare ulteriori sospetti su Hillary Clinton, mancava solo la più recente dichiarazione di Assange che ha voluto sottolineare i legami fra lo staff di Hillary Clinton e la Casa Bianca con Google: “Negli ultimi due anni Google ha visitato la Casa Bianca in media una volta alla settimana, più di chiunque altro: questo risulterà in una mancanza di regolamentazione sul loro business, specie ora che si interessano ai trasporti automatizzati“.(Rainews).

Ma è ormai continua e impetuosa la documentazione che si accumula a danno dei Clinton in questi ultimi giorni, tanto da far parlare a qualcuno, come Maria Grazia Bruzzone sul blog de La Stampa, di una vera e propria “Sagra dei Clinton”
http://www.lastampa.it/…/la-saga-dei-clintons-b…/pagina.html.

Ovvio che la tempesta tragga le proprie origini dal campo repubblicano, interessato a controbilanciare l’immagine delirante di Trump con un accurato mix di accuse di “destra”, ma anche di “sinistra”.
Resta però che molte delle accuse si rifanno ai tempi della Presidenza Clinton, a fine millennio, quando apparve chiaro quali regali stesse facendo Bill al sistema finanziario mondiale. Regali che oggi Hillary intenderebbe moltiplicare, a ringraziamento dei finanziamenti ricevuti per la campagna elettorale da Soros e & http://www.lastampa.it/…/la-saga-dei-clintons-i…/pagina.html

Accuse ampiamente documentate che vengono alla luce senza possibilità di smentita, tanto che l’unico difensore di peso della Clinton in materia economica è forse rimasto il pure affidabile Paul Krugman.

Altrettanto fuori discussione l’identikit guerrafondaio della Clinton nel suo passato agli Esteri. Tanto che qualcuno teme che la sua presenza alla Casa Bianca possa costituire il preludio di una nuova guerra mondiale. Solo attacchi strumentali provenienti da destra? non si direbbe, anche perché, nonostante l’aritmetica si appresti a designare Hillary come candidata dem, un eventuale disastro in California e pure nel New Jersey, il 7 di giugno, potrebbe allertare l’establishment del Partito al punto di chiedere alla Clinton di fare un passo indietro.
Soprattutto se saranno confermati quei sondaggi che vedono Trump prevalere sulla Clinton, ma non necessariamente su Sanders. Alla sinistra dem non resta che aspettare, sognando la California.

Assange al Wired Next Fest, attacco ai Panama Papers e a Hillary
Intervento in collegamento video dall’ambasciata ecuadoriana di Londra
rainews.it
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