DI EMILIO RADICE
EMILIO RADICE
Pessimismo.
Manca una rete che contenga il tutto, manca una palizzata, una recinzione. O meglio manca una mappa, il senso di un percorso punteggiato dai segnali e da una direzione: nord, sud, est, ovest. Se un ragazzino oggi ti chiede “perché?” è poi difficile giustificare una risposta. Perché non il contrario? D’altra parte manca il presente, il futuro e anche il passato ha perso senso. Manca la memoria. E la libertà è piuttosto un abbandono, quando dovrebbe essere valore. Ci sono i vecchi ma i giovani non sanno cosa sono. Anche perché spesso mancano i vocaboli, nonostante ce ne siano a milioni dispersi dentro i social forum. Ma sono vocaboli standard, incapaci di contenere tutti i significati per cui la lingua ha coniato nei secoli i suoi lemmi. Lemma, che vuol dire? E l’inespresso resta murato nella sua incapacità di esprimersi, diventa irrequietezza, trova sfogo nel gesto che non è consapevole nemmeno della sua significanza, perché non ha il riscontro di una lettura, di un libro sfogliato, di un contrappunto culturale. Allora tutto può accadere, e il contrario di tutto ha lo stesso peso. Può succedere che le donne cadano uccise pur se è di ieri la più grande rivoluzione sociale che le ha viste protagoniste e spesso vincitrici. Ma ieri non è oggi. Dopo il caso della povera Sara, in Tv c’è già chi dice che per fermare il femminicidio c’è bisogno di un serio sforzo educativo, partendo dalle scuole. I frutti di qualche decennio di emancipazione femminile sono evidentemente evaporati. Può esserci oggi educazione senza mobilitazione, senza rivendicazione, senza coscienza? Intanto può accadere che a Varese un gruppo di destra si raduni sventolando bandiere svasticate. Tutto normale no?, è la libertà. Così com’è stato libero e disarmante, l’altro giorno, un ragazzo di 17 anni che mi ha chiesto: scusa, mi dici che cosa è la svastica? Gli ho spiegato che è il simbolo rubato dal Nazismo a culture e religioni ben più antiche, poi mi sono fermato. Le parole diventavano facilmente un mare aperto, troppo grande per essere attraversato. Oggi non si può. E anche ad averci una bussola non è detto che la si sappia usare. Bisognerebbe prima fare un corso. Per non parlare della lettura delle stelle, tornate sconosciute. Mentre le stelle stanno lì a guardare
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