DI ANTONELLA SODDU

antonella soddu

Tito Boeri è tornato sulla questione vitalizi ai politici. “Con il ricalcolo dei vitalizi si avrebbero 200 milioni di euro di risparmi.” L’ intervento, ha detto il Presidente dell’ Inps, non sarebbe simbolico; basti pensare che per alcune prestazioni sociali, come i sussidi di disoccupazione per i disoccupati di lunga durata, nel 2015 contavano su un bilancio di circa 200 milioni di euro”. E’ stato questo il succo dell’ intervista rilasciata ieri nel corso del programma “Piazza Pulita”. Secondo Boeri,  “se ci fosse un ricalcolo contributivo dei vitalizi per cariche elettive, parlamento e anche consigli regionali ci sarebbe il risparmio”.
Il cinque maggio scorso, lo ricordiamo, il Presidente dell’ Inps è stato sentito in audizioni tenutesi in  commissioni alla Camera. In quell’occasione aveva sollevato la questione apportando in merito le cifre secondo i calcoli Inps. Solo nel 2016 i vitalizi ammonteranno a 193 milioni di euro. Per 2600 assegni in pagamento il costo è superiore di 150 milioni di euro rispetto ai contributi versati. Secondo Boeri ,  “applicando le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)”. Il risparmio salirebbe a 79 milioni senza considerare il ricalcolo per i 117 ex parlamentari che hanno una lunga carriera contributiva, ai quali potrebbe spettare un incremento del vitalizio stesso.” ( fonte Repubblica.it) Alle deduzioni di Boeri, aveva replicato l’ufficio di presidenza della Camera, precisando che – “gli oneri derivanti sia dal nuovo sistema contributivo, che dal sistema dei vitalizi in vigore in precedenza, gravano interamente ed esclusivamente sui bilanci interni di Camera e Senato, e non dell’Inps”.  Di questo Boeri non sembra essere molto convinto. Infatti secondo lo stesso occorre ben discutere la nozione del diritto acquisito. Tito Boeri è stato chiaro; sulla questione ritiene che “il diritto ad una prestazione previdenziale è acquisito nel momento in cui versa i contributi che la giustificano e – ha proseguito – in Italia si mette mano a tutto perché si cambiano le leggi ogni 2 o 3 anni. Si cambiano le tassazioni e si aumentano le tasse sulla casa. Quando, invece, si parla di pensioni queste sono diritti acquisiti e intoccabili”. Non è mancata la stoccata rivolta a chi genera confusione sulla questione previdenziale per gli immigrati. “Gli immigrati non sono un costo previdenziale per il nostro Paese. Sottolineo che ogni hanno gli immigrati contribuiscono per circa 5 miliardi al sistema di protezione sociale. Versano 8 miliardi di contributi e  ricevono 3 miliardi in prestazioni previdenziali o assistenziale. Circa un punto del PIL è stato acquisito di fatto grazie a molti immigrati che versano i contribuiti poi se ne vanno senza percepire le pensioni. Casi come  questi ne sono stati  registrati tanti. I motivi sono principalmente due: non hanno versato i contributi per l’ intero periodo utile a percepire la pensione, oppure perché non sono stati consapevoli del fatto che ne avevano pieno diritto.
foto di Antonella Soddu.
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