DI CRISTINA GIUFFRIDA
CRISTINA GIUFFRIDA
Dalla Francia con ardore.
E’ vero che la foto che gira è una bufala, ma ciò che sto per riportarvi, ahivoi, non è una bufala:
Da una delle raffinerie bloccate, a Fos-Sur-Mer, l’inviato de La Stampa ha parlato con i lavoratori, che hanno fatto un parallelo proprio col Jobs act italiano: “Non credete a questa menzogna del progresso! Vi siete fatti fregare, voi italiani. Non faremo lo stesso. Questo legge sulla flessibilità del lavoro è un ritorno al passato, vogliono togliere  di mezzo il sindacato e disporre dei lavoratori a piacimento. Lo chiamano futuro, ma è una nuova forma di schiavitù. Ci possono licenziare a piacimento. Possono obbligarci a fare quanti straordinari vogliono, pagandoli di meno. Non garantiscono più la stessa assistenza sanitaria ai lavoratori. Ma la cosa più grave è che hanno imposto questa legge in totale disprezzo della democrazia, tagliando fuori il Parlamento”.
Il progetto di legge, scritto dalla “politica del servilismo” ed imposto con la violenza brutale della polizia, ha un obiettivo principale: tutto va negoziato a livello di fabbrica, nessuna contrattazione nazionale.
La logica è quella che abbiamo visto, e vediamo, all’opera nel Jobs Act di Renzi: eliminare tutti gli ostacoli e i limiti che la lotta della classe operaia ha posto allo sfruttamento capitalistico della forza lavoro per aumentare i profitti.
La legge El Khomri è una legge del capitale, antisindacale e di attacco frontale alla classe operaia. E’ una controriforma antidemocratica e antisociale che apre ad altre controriforme
E’ la “legge di troppo” che ha scatenato la collera operaia e popolare contro la politica del governo Valls-Hollande, che segue la stessa politica aggressiva, neoliberista e guerrafondaia dei precedenti.
Ciò che mi preoccupa, sotto il punto di vista sociale, è che siano i francesi a lottare “anche per noi”:
Ciò che in Italia non è stato fatto, con sufficiente “ardore”, lo fanno in Francia dove non si placano le proteste e veniamo anzi presi per beoni.
Eppure, al di là del “noi l’avevamo detto”, i dati emessi da Inps ed Istat sono inconfutabili. La pacchia, per i “compratori di uomini”, è finita e con lei anche la possibilità di lavorare.
Maggio è un mese speciale per la Francia che, nel ’68, la vide protagonista di un insieme dei movimenti di rivolta spontanea, di natura insieme sociale, politica e anche filosofica, indirizzata contro la società tradizionale, il capitalismo, l’imperialismo e, in prima battuta, contro il potere gollista allora dominante.
Il famoso “maggio francese” quando impazzava lo slogan: “vietato vietare“.
Noi, possiamo ancora sperare in un ottobre bolscevico e chissà che anche noi non si possa urlare: “vietato vietare”.
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