DI NELLO BALZANO
nello balzano
In Francia non si manifesta perché chiudono le fabbriche, lo si fa per difendere la dignità, per non lasciare a chi inizierà a lavorare la follia della guerra tra poveri, l’individualismo di chi per timore di perdere il posto, compete con il suo simile.
Quando si parla di lavoro, si devono intendere queste situazioni, non la semplice busta paga che ti permette di fare un mutuo o acquistare l’auto a rate.
In Italia ormai rassegnamoci è passato il messaggio che i vecchi non vogliono abbandonare il posto, che uno di loro costa il doppio di un giovane, che si limita a fare il minimo, dietro a tutele che sono diventati stranamente privilegi.
Ci dimentichiamo però che chi oggi addita la responsabilità di tutto ai lavoratori che non intendono cedere a questi messaggi, gli è stato permesso di studiare grazie agli stessi che lui colpevolizza e oggi detta “nuove ricette” economiche, possiamo dire che sono stati soldi buttati via, perché sostenere che bisogna buttare via tutto e dare ai datori di lavoro più possibilità di guadagnare di più, spendendo meno, sulla pelle dei lavoratori, non è nuovo è semplicemente rincorrere chi ha una concezione del lavoro uguale a schiavitù.
Ma possiamo continuare così, non c’è problema, anzi stiamo continuando così visto che si è persa la solidarietá tra persone, che ti aiuta a conquistare o a proteggere la dignità.
In Francia si parla di questo, in Italia si parla di voucher, la differenza è notevole, un Paese che perde la capacitá di trasmettere le conquiste, le professionalità acquisite nel tempo è destinato a diventare terreno di scontro permanente, in poche parole si decide di cancellare e rinnegare la sua storia.
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