DI IMMACOLATA LEONE
immacolata leone
Dopo la grande città ora vivo nella mia piccola cittadina natìa.
Paese piccolo, mentalità piccola, tutti sanno tutto di tutti, la gente mormora.
Tutti i giorni sono obbligata ad incontrare un numero assortito di casalinghe con mariti lavoranti. Si spazia dall’operaio stabile, all’impiegato sicuro, al medico condotto.
All’improvviso si parla di una persona , non presente, sicuramente non brillante in simpatia, che, perso il lavoro,  non brilla piu in educazione. Io sto sempre zitta, è raro che intervenga a meno che non venga provocata. E’ stata la frase pronunciata con disprezzo, dalla più umile, la più mite, la più dormiente, la più insignificante, che con la sua voce ha squittito e ha aperto uno squarcio improvviso nella mia bile: “Chi vuole lavorare il lavoro lo trova!”
I miei occhi sono diventate due fessure iniettate di sangue, le avrei prese a testate tra di loro e mentre mi preparavo a distruggerle verbalmente, l’arrivo di una telefonata mi ha impedito di fare una strage. La cosa mi ha disturbato per tutto il giorno e loro troppo stupide per capire il mio improvviso allontanamento per un appuntamento.
Come al solito chi ha la pancia piena non vede quello che ha la pancia vuota. Poi ci chiediamo perchè siamo ridotti così.
Queste sono le stesse persone che mi hanno guardato da lontano senza avvicinarsi quando mi hanno vista firmare in uno dei banchetti che raccoglievano firme.
L’italiano medio, quello che del referendum non gliene frega niente perchè lui sta già a posto così, perchè a casa sua c’è sempre lo stipendio e sticazzi per gli altri.
Ho detto tutto.
Annunci