DI LUCA SOLDI

luca soldi

La chiesa di Ventimiglia si apre agli ultimi degli ultimi e risolve le distrazioni della politica.
Oggi, infatti secondo la politica, doveva essere il giorno del riscatto, della prova di forza.
Oggi doveva arrivare lo sgombero forzato dei migranti da Ventimiglia accampati, con qualche tenda di fortuna, nel sottopasso della strada che porta alla città.
Nei giorni scorso tutti i media nazionali ed anche Alganews, fra i primi, avevano raccontato di quello che era successo a Ventimiglia. Il sindaco stanco delle promesse disattese del ministro Alfano, del suo partito Pd e sotto pressione dall’opinione pubblica, aveva preso la decisione di firmare l’ordinanza di sgombero per motivi di salute pubblica.
Subito dopo, insieme ai consiglieri, a tanti iscritti, aveva dato l’addio a quello che era stato il suo partito. A quel partito lo aveva abbandonato dopo tanti annunci e proclami.
Allo strappo doveva seguire il primo concreto intervento delle forze dell’ordine.
L’operazione militare però e’ fallita. La forze di polizia hanno intercettato solo una ventina di stranieri tra il greto del fiume li vicino e le spiagge. Intanto, mentre si attende il via libera al campo di accoglienza offerto dal vescovo al seminario di Bordighera, il parroco della chiesa di San Nicola ha aperto le porte della chiesa ed adesso ospita attualmente 150 migranti, in maggior parte uomini di origine africana.
«Ieri dopo pranzo – ha spiegato don Francesco Marcoaldi – ho trovato nel cortile della parrocchia molti migranti, la maggior parte dei quali di colore e uomini, c’erano solo tre o quattro donne. Sono in tutto 150 persone, forse qualcuno in più. Chiedevano di poterli ricevere, visto che l’unico centro di raccolta di Ventimiglia ormai è chiuso. Sono ragazzi che vivono sulla spiaggia, sotto i ponti, avevano bisogno di aiuto”.
Mentre in molte stanze si ragionava a vuoto, le porte della parrocchia, della chiesa di don Francesco, sono state aperte, accogliendo anche l’appello lanciato dal vescovo di Ventimiglia, Antonio Suetta.
Un appello accorato rivolto ai parroci, affinché non chiudessero gli occhi davanti a quanto succedeva pochi passi dal centro. “Questa notte – ha spiegato il parroco – hanno dormito nel salone sottostante alla chiesa, dove ci sono a disposizione anche dei bagni. E ora sono qui dentro, rimangono in attesa, hanno paura che la polizia li possa portare via. Rimarranno qui fino a quando non sarà trovata un’altra soluzione”.
Il momenti più triste e’ arrivato nella giornata di domenica quando alcuni abitanti della zona hanno denunciato il viavai di migranti intorno i locali della chiesa.
Questi solerti cittadini di Ventimiglia hanno pensato bene di avvertire del fatto le forze dell’ordine. Dopo poco sono arrivati i carabinieri a chiedere di conto dei fatti a Don Francesco.
L’incidente però e’ stato presto risolto dal parroco che ha chiuso subito i discorsi, facendo riferimento alle parole ed ai messaggi di Papa Francesco: “Io sono d’accordo con il nostro Santo Padre, il quale ci ha detto di costruire ponti, non muri. Anche il nostro vescovo si era già interessato in passato della vicenda”.
Don Francesco, ha dovuto tagliare corto. Non gli servono i riflettori. Non c’è più tempo per i discorsi, deve indirizzare i volontari che arrivano, ricevere gli aiuti. Sistemare i giacigli. Per fortuna che ai pasti, invece, ci pensa la Caritas.
foto di Luca Soldi.
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