DI SILVESTRO MONTANARO

silvestro montanaro

 

 

Alcuni giorni fa, ho cambiato copertina ALLA MIA PAGINA fb. Ho scelto una immagine per me straordinaria. Due bambini di una favela brasiliana intenti a studiare tra le miserie della baracca in cui vivono. Un’immagine che fa rabbia ma racconta infinita speranza. Gli esseri umani, soprattutto i bambini, tendono a migliorarsi, colgono ogni opportunità per farlo. Intuiscono che la cultura è la strada maestra verso la libertà e la giustizia.
I bambini, ad ogni angolo del pianeta, sono la sorridente e spietata denuncia di tutti i mali che lo affliggono. La dimostrazione vivente che un altro mondo è possibile, purché lo si voglia veramente.
Ricordo il Mozambico all’indomani della guerra civile imposta a quel paese dalle logiche della guerra fredda e dei signori dell’apartheid. Al mattino, lungo lo stradone che lo attraversava da sud a nord, infinite e coloratissime carovane di bambini. ” Il bambino che va a scuola vola vola come un passerotto”, cantavano a squarciagola. Ed infatti dovevano volare visto che gli toccava far decine di chilometri per raggiungere quella più vicina. Avevano come zaini sacchetti di plastica. Dentro un quaderno, uno solo, ed una penna. Niente altro. Trascinavano enormi rami di palma. Sarebbero serviti a far da tetto a povere baracche, le loro scuole.
In Mozambico, in tutti i teatri di guerre odiose, nei campi profughi, persino tra chi moriva di fame, il sogno di ogni ragazzino, qualunque fosse il colore della sua pelle, era tornare a scuola. La scuola era ed è sinonimo di vita normale, di pace.
Ricordo anche una ragazza in Brasile mentre raccontavo lo sfacelo della scuola pubblica di quel paese mentre proliferava quella privata. ” Vogliono che i poveri restino poveri. E vogliono che noi poveri restiamo ignoranti. Chi conosce può migliorare la sua vita, moltiplicare le sue opportunità. E può decidere. Ad esempio di mandare a casa i politici corrotti e le loro leggi”.
Quella ragazzina aveva ragioni da vendere. E’ un caso che in Africa, in tutta l’Africa, nonostante enormi flussi di “aiuti” non esista ancora oggi un sistema scolastico degno di questo nome? E’ un caso che tutte le strette ai bilanci pubblici pretese da Banca Mondiale e Fondo Monetario ai paesi del debito in Sudamerica ed Africa abbiano visto tagliare i già ridicoli budget destinati all’istruzione?
E’ un caso che in tutto il sudamerica, oggi, la scuola che funziona sia a pagamento?
Chi ha i soldi, studia e va avanti. Chi no, resta indietro. Per sempre.
Anche da noi i passi indietro sono evidenti. Leggere e studiare hanno costi insostenibili per i magri bilanci di sempre più famiglie.
Un furto di opportunità spaventoso. Una condanna al contar niente o poco per centinaia di milioni di passerotti pronti a volare pur di studiare ed essere protagonisti della loro vita.
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