DI CARLO PATRIGNANI
carlo patrignani
La gelosia non c’entra nulla con l’efferato omicidio della 22enne Sara arsa viva dall’ex-fidanzato, il 27enne Vincenzo: la si evoca, anche a sproposito, come movente, per coprire ben altro. Lo si sa sin dal 1600: “[…] non si è mai gelosi per un motivo, si è gelosi perchè si è gelosi: è un mostro che nasce da se stesso, che si nutre di sè”.
A descrivere, così profondamente, la gelosia è il celebre poeta e drammaturgo inglese William Shakspeare, attraverso le parole di Emilia, la cameriera della bellissima Desdemona, la donna di Otello. Costui, convinto da Iago della infedeltà di Desdemona, travolto dal “mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre”, la uccide nel letto nunziale. Poi resosi conto della verità, e dell’inganno di Iago, si uccide con un pugnale baciando per l’ultima volta la fedele Desdemona.
Pur non dandoci a via d’uscita dalla gelosia, Shakspeare tratta la gelosia come ‘qualcosa’ che va ben oltre una discussione anche animata tra due amanti, e velatamente ci parla forse di un delirio.
E ancora Shakspeare ci racconta che Otello non è stato travolto dall’inesistente Male, insito nella natura umana, come teorizzato da una certa cultura, i maitre a penser, di una sinistra chic collusa con il pensiero religioso secondo cui il Male, ombra del divino, è necessario, serve per il trionfo del Bene, di Dio.
Basta poi leggere la confessione resa da Vincenzo autodefinitosi “ossessionato, paranoico” per cestinare, come movente, tutte le possibili ‘scuse’ usate al solo, unico scopo di eludere lo scottante tema della malattia mentale, di come funziona la mente umana.
“Sì sono uscito dal lavoro e sono andato a cercare Sara. Sapevo che stava dal nuovo fidanzato e l’ho aspettata sotto casa. Li ho visti arrivare in macchina insieme e ho aspettato fino a quando lei non è andata via. So che strada fa per arrivare a casa e quindi l’ho preceduta per bloccarla. Quando è passata l’ho inseguita, poi l’ho stretta con la macchina per farla fermare. Abbiamo cominciato a litigare e io ho tirato fuori una bottiglietta di alcol che avevo portato. L’ho spruzzato nell’auto, anche addosso a Sara. Ma volevo solo spaventarla.Quando è scappata ho deciso di rincorrerla. Eravamo vicinissimi. Poi non so bene che cosa è successo. Mi sono acceso una sigaretta e lei ha preso fuoco”.
Annunci